Roma, 9 febbraio 2026 – Riprende in commissione Affari costituzionali della Camera l’esame del disegno di legge costituzionale che attribuisce poteri legislativi speciali a Roma Capitale, con un iter iniziato nel 2024 e fortemente voluto dal governo guidato dalla premier Giorgia Meloni in collaborazione con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Tra le novità più rilevanti, un emendamento proposto dalla Lega che estende poteri legislativi analoghi anche ai comuni capoluogo delle città metropolitane, come Milano, Torino e Napoli.
Iter legislativo e contenuti della riforma su Roma Capitale
L’iter della riforma costituzionale è partito nel maggio 2024, con proposte di legge presentate da Pd e Forza Italia, cui si sono aggiunte ulteriori iniziative. Dopo una fase di stallo in attesa del governo, nel agosto 2025 è stato depositato un ddl firmato dalla premier Meloni e dai ministri Elisabetta Casellati e Roberto Calderoli, concordato con il sindaco Roberto Gualtieri e adottato a ottobre come testo base. Prima di Natale sono stati presentati i 26 emendamenti, 16 relativi al primo articolo, cuore della riforma, e 10 al secondo articolo con norme transitorie. Il testo riscrive l’articolo 114 della Costituzione, riconoscendo che la Repubblica è costituita da Comuni, Province, Città metropolitane, Roma Capitale, Regioni e Stato.
Roma Capitale, nel nuovo assetto, acquisisce poteri legislativi simili a quelli di una regione in materie strategiche quali il trasporto pubblico locale, la polizia amministrativa locale, il governo del territorio, il commercio, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, attività culturali, turismo, artigianato, politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa. Attualmente, molte di queste competenze sono in capo alla Regione Lazio, ma con la riforma esse saranno devolute direttamente a Roma Capitale. A supporto di questa autonomia legislativa si prevede anche un adeguato trasferimento di risorse finanziarie.
L’emendamento della Lega e la proposta di estendere i poteri legislativi anche a Milano e altre città metropolitane
La principale novità emersa nella fase di discussione è l’emendamento della Lega che, oltre al riconoscimento dei poteri legislativi a Roma Capitale, propone di estenderli anche ai comuni capoluogo delle città metropolitane, come Milano, Torino e Napoli. Secondo la proposta, questi comuni eserciterebbero la potestà legislativa nelle materie di cui al terzo comma dell’articolo 114, individuate con legge regionale e sulla base di un’intesa con il comune interessato. Inoltre, a questi capoluoghi si applicherebbero condizioni particolari di autonomia amministrativa e finanziaria analoghe a quelle previste per Roma Capitale.
Il capogruppo della Lega in Commissione, Igor Iezzi, ha spiegato che il partito tiene molto a questa proposta, confermando che la Lega è d’accordo sul riconoscimento di poteri speciali a Roma Capitale e intende estenderli ad altre realtà territoriali, attendendo eventuali suggerimenti dagli altri partiti o dal governo. L’emendamento sarà esaminato con gli altri, la cui pubblicazione è prevista per mercoledì prossimo sul sito della Camera, in occasione della ripresa dell’iter legislativo.
Il contesto politico e istituzionale della riforma
La riforma costituzionale rappresenta un cambiamento significativo per Roma Capitale, che non diventerà una nuova regione ma sarà inserita ufficialmente nell’articolo 114 accanto a Stato, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, assumendo un ruolo di ente con poteri speciali e autonomia legislativa in settori chiave. Il percorso parlamentare prevede l’approvazione con maggioranza qualificata in quattro letture, dopo il parere obbligatorio dell’Assemblea Capitolina e del Consiglio regionale del Lazio. L’entrata in vigore è prevista nel 2027, anno delle prossime elezioni amministrative, quando il nuovo sindaco sarà il primo a esercitare tali poteri.
Il progetto è stato definito dalla premier Meloni un “traguardo simbolico e politico”, mentre il sindaco Gualtieri ha sottolineato l’importanza di questa riforma per rilanciare il ruolo di Roma come capitale europea, dotandola di autonomie più adeguate alle sue dimensioni e funzioni. La riforma, discussa da oltre vent’anni, si propone di trasformare profondamente la governance della Capitale, con ricadute anche politiche e amministrative rilevanti, in vista del voto municipale del 2027.
In questo quadro si inserisce il dibattito sulla proposta della Lega di estendere i poteri legislativi a Milano e ad altri capoluoghi metropolitani, richiamando alla memoria anche la storica centralità di Milano come capitale del Regno Lombardo-Veneto, entità amministrativa dell’Impero austriaco dal 1815 al 1866 che rivestiva un ruolo di rilievo nell’Italia settentrionale. Se approvata, questa estensione potrebbe configurare un nuovo modello di autonomia differenziata nelle città metropolitane italiane, rafforzando il decentramento legislativo e amministrativo su scala nazionale.
L’esame degli emendamenti e il dibattito parlamentare nei prossimi mesi saranno decisivi per definire la portata finale della riforma e il ruolo che le grandi città italiane potranno assumere nel nuovo assetto istituzionale.






