Perugia, 11 marzo 2026 – In vista del referendum sulla riforma della giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha lanciato un appello ai giovani affinché partecipino in massa al voto e scelgano di dire “No”. L’incontro con gli studenti all’Università degli Studi di Perugia è stata l’occasione per ribadire l’importanza della partecipazione giovanile e il valore della Costituzione e della democrazia.
L’appello di Landini ai giovani: “Votate No per la democrazia”
“Mi auguro che i giovani, in tanti, vadano a votare e che votino no, proprio per affermare il valore della Costituzione e della democrazia”, ha dichiarato Landini a margine dell’iniziativa. Il segretario generale della CGIL ha ricordato l’esperienza dell’ultimo referendum promosso dalla stessa organizzazione sindacale, che non raggiunse il quorum, ma la fascia d’età 18-34 anni fu l’unica a superarlo con un’ampia partecipazione. Questo, secondo Landini, dimostra che i giovani sono fortemente interessati alle proprie condizioni di vita, desiderano stabilità lavorativa e sono contrari a conflitti e guerre.
Landini ha sottolineato che il referendum sulla giustizia riguarda la Costituzione, la democrazia e il futuro della società. Per questo motivo, i giovani devono sentire la responsabilità di partecipare per difendere un modello di società fondato sul diritto e non sulla forza o il comando autoritario. Il sindacato deve ascoltare i giovani, dare loro spazio e coinvolgerli nel cambiamento sociale.
Critiche al Governo e alla riforma sulla giustizia
Durante lo stesso evento, Landini ha criticato il Governo per voler limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, sostenendo che l’esecutivo ha un’idea di “comando” anziché di governo. “Chi governa un Paese non dovrebbe avere paura del rispetto delle regole”, ha affermato. Per migliorare la giustizia, secondo il leader della CGIL, la risposta non sta nel referendum ma in assunzioni, investimenti e nel miglioramento dell’efficienza del sistema giudiziario.
Landini ha inoltre ribadito che il voto “No” è un modo per dire che bisogna applicare la Costituzione senza stravolgerla, promuovendo un modello democratico basato sul diritto e non su interessi di parte o forze politiche.
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