Roma, 23 febbraio 2026 – Matteo Renzi torna a criticare con durezza la gestione politica della crisi dei dazi imposti dal presidente americano Donald Trump, sottolineando la recente sconfitta della Casa Bianca davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegittime le decisioni protezionistiche di Trump. Un giudizio netto che mette in evidenza come, nonostante la Corte Suprema sia composta in maggioranza da giudici di nomina repubblicana, la presidenza Trump abbia perso la battaglia legale sui dazi.

La sentenza della Corte Suprema sugli dazi di Trump
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che le misure protezionistiche adottate da Trump contro l’Europa, e di riflesso contro l’Italia, erano illegittime. Questo pronunciamento rappresenta una sconfitta significativa per il presidente repubblicano, confermando che le sue strategie economiche avevano oltrepassato i limiti legali. Renzi, in un commento riportato nella sua enews, sottolinea che “la Corte è composta da soli 3 giudici di nomina democratica e 6 di nomina repubblicana. Eppure la Casa Bianca ha perso”.
Critiche a Giorgia Meloni e alla politica estera italiana
Il leader di Italia Viva non risparmia critiche nemmeno alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accusata di ambiguità e di mancanza di fermezza nel difendere gli interessi delle aziende italiane colpite dai dazi. Renzi sostiene che Meloni, pur dichiarandosi patriota e sovranista, “tentenna, si eclissa, balbetta per non indispettire l’amico americano”. Secondo l’ex premier, la premier italiana avrebbe dovuto adottare una posizione più decisa, soprattutto in difesa della cultura e dell’economia nazionale.
Inoltre, Renzi ricorda l’episodio critico in cui il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, si è presentato alla Casa Bianca con il cappellino “MAGA” di Trump in mano, definendo la scena “una figuraccia”. L’ex leader demarca inoltre il suo ruolo di opposizione, evidenziando come la maggioranza di governo continui a attaccarlo, forse perché preoccupata dai “fantasmi dei risultati” che Renzi rivendica di aver ottenuto in passato, anche su temi cari alla destra, come l’immigrazione e i rimpatri.
Le critiche si estendono anche alla gestione interna, dove Renzi sostiene che con lui il governo precedente aveva portato risultati concreti su diverse riforme, mentre oggi “con Meloni ci sono solo le risse verbali”.
Il dibattito sulle relazioni Italia-Usa e sulle conseguenze economiche dei dazi di Trump rimane centrale nell’agenda politica italiana, con il governo chiamato a bilanciare la tutela degli interessi nazionali e le alleanze internazionali.






