Roma, 27 gennaio 2026 – È stata discussa oggi davanti alla seconda sezione bis del Tar del Lazio la questione sollevata dal Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia. Il ricorso amministrativo contesta la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio scorso, che ha fissato per il 22 e 23 marzo prossimi la data di celebrazione dei referendum riguardanti la legge costituzionale sulle Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
Discussione al Tar e riserva di provvedimento
La discussione, durata oltre un’ora in camera di consiglio, ha visto i giudici evidenziare la complessità tecnica della questione e la necessità di un approfondito esame collegiale. Al termine, i magistrati si sono riservati di emettere un provvedimento, senza però indicare tempi certi per la pubblicazione della decisione. Non è escluso che possa arrivare direttamente una sentenza, che definirebbe in modo definitivo la controversia.
Controversie politiche e istituzionali sul referendum sulla giustizia
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni politiche e istituzionali. Il Comitato promotore, rappresentato dal portavoce Carlo Guglielmi, ha denunciato una presunta violazione della Costituzione e della prassi consolidata, sottolineando come il governo abbia ignorato i termini di tre mesi previsti per la proposizione del referendum. Il Comitato ha annunciato che informerà il Presidente della Repubblica e le altre autorità competenti delle iniziative a tutela della legalità repubblicana, comprese quelle giudiziarie.
Il referendum si riferisce alla legge costituzionale approvata nel 2025, che introduce modifiche rilevanti sull’ordinamento giudiziario e la creazione della Corte disciplinare. La legge, non avendo raggiunto la maggioranza qualificata richiesta in Parlamento, è soggetta al referendum confermativo previsto dall’articolo 138 della Costituzione. La richiesta referendaria oppositiva, promossa da gruppi parlamentari di opposizione e da cittadini, ha determinato la necessità di valutare attentamente la data di svolgimento del voto e le modalità di raccolta firme.
La situazione resta in evoluzione, con il TAR che dovrà ora pronunciarsi sul ricorso, mentre il dibattito politico e istituzionale continua a essere acceso.






