Napoli, 17 marzo 2026 – Il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso con chiarezza e determinazione le ragioni per cui voterà no al referendum sulla riforma della magistratura in programma domenica e lunedì prossimi. Intervenuto alla trasmissione radiofonica di Radio 24, ’24 Mattino’, Gratteri ha sottolineato l’importanza di preservare l’autonomia e la serenità del pubblico ministero, opponendosi a un cambiamento che, a suo avviso, potrebbe compromettere il ruolo e la funzione del magistrato nell’ambito del processo penale.
La posizione di Gratteri sul referendum
Secondo il Procuratore, votare no significa voler mantenere un pubblico ministero sereno e indipendente, capace di ragionare senza la pressione di dover perseguire ad ogni costo l’imputato. Gratteri ha spiegato: “Non vogliamo un pm schiacciato dalla cultura di giurisdizione, vogliamo un pm che continui a cercare prove a favore dell’indagato”. Ha inoltre evidenziato il rischio di un sistema simile a quello americano, dove il pubblico ministero non è di carriera e dove, ha ricordato, si sono verificati casi controversi, come quello di un agente di polizia che ha sparato a una donna e non è stato incriminato.
Critiche ai modelli stranieri
Riguardo ai modelli giudiziari stranieri spesso citati a favore del sì, Gratteri ha espresso forti dubbi. In particolare ha menzionato il sistema francese, sottolineando come la capacità di contrastare efficacemente la corruzione e le mafie, in Italia, sia superiore. Ha ricordato che, dopo la strage di Duisburg, un magistrato tedesco chiese di non tenere il processo in Germania perché non erano in grado di portarlo avanti, mettendo in discussione quindi l’efficacia dei modelli esteri.
Nicola Gratteri, magistrato di fama internazionale, in carica dal 2023 come Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, è noto per il suo impegno costante nella lotta contro la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata. La sua esperienza e autorevolezza nel settore della giustizia consolidano la rilevanza del suo intervento nel dibattito referendario attuale.






