Roma, 23 febbraio 2026 – È iniziata oggi l’attività dell’Osservatorio sulla par condicio coordinato da Roberto Zaccaria e Vincenzo Vita, in collaborazione con Articolo21, che monitorerà il rispetto delle norme sulla parità di trattamento nell’informazione da parte di radio e televisioni durante le ultime quattro settimane della campagna referendaria sulla giustizia. L’obiettivo è garantire il rispetto della legge n. 28 del 2000 e delle disposizioni attuative emanate dall’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) e dalla Commissione parlamentare di vigilanza.
Monitoraggio quotidiano dell’informazione sul referendum
L’Osservatorio analizzerà quotidianamente i dati diffusi dall’Osservatorio di Pavia per le trasmissioni Rai e dalla Geca per conto di Agcom, oltre a prendere in considerazione le segnalazioni di squilibri comunicativi provenienti da comitati, associazioni, gruppi e singoli cittadini. Un gruppo di ricercatori si dedicherà all’analisi dei telegiornali serali delle sette emittenti generaliste, al fine di rilevare eventuali disparità nella copertura informativa.
I dati aggiornati dell’Osservatorio di Pavia evidenziano un significativo sbilanciamento nella presenza del governo nell’informazione Rai: nella settimana in cui sono stati indetti i comizi elettorali, il tempo dedicato al governo oscilla tra il 35% e il 50%. Tale squilibrio ha spinto il Comitato Società Civile per il No a preparare un esposto da presentare ad Agcom, con la richiesta di garantire il pieno rispetto della par condicio nel corso della campagna referendaria.
La campagna per il No e le critiche alla riforma
Sul fronte politico, il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenuto a Mestre, ha affermato che il fronte del No sta crescendo e sarà vincente, sottolineando un clima di nervosismo tra le fila del governo di Palazzo Chigi. Fratoianni ha criticato le continue dichiarazioni della presidente Meloni, che a suo avviso mirano a delegittimare la magistratura, e ha ricordato la vicenda di Rogoredo come esempio della strumentalizzazione politica dell’attività giudiziaria.
Parallelamente, il Comitato Società Civile per il No continua la sua mobilitazione, sostenuta da numerose associazioni e realtà della società civile, tra cui la CGIL, Anpi, Acli, Libera, Legambiente e Giuristi Democratici, che contestano la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri. La riforma, già approvata dal Parlamento e che sarà sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo prossimi, è criticata per non migliorare la giustizia, non accelerare i processi, non aumentare il personale e mettere a rischio l’autonomia della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il referendum costituzionale di marzo rappresenta un passaggio cruciale: si tratta di un voto confermativo che non prevede quorum e richiede ai cittadini di esprimersi in modo netto sull’intero impianto normativo della riforma, che introduce due Consigli Superiori distinti per giudici e pubblici ministeri e una nuova Corte disciplinare di rango costituzionale. Il Comitato per il No invita la cittadinanza a partecipare attivamente al voto per difendere la Costituzione e l’indipendenza della magistratura.






