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Home Politica

Referendum giustizia, Parodi: “I cori a Napoli? Non lo avrei fatto”

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, Parodi invita a mantenere compostezza istituzionale e a fare autocritica

by Federico Liberi
24 Marzo 2026
Parodi dopo il referendum sulla giustizia

Parodi dopo il referendum sulla giustizia | ANSA/TINO ROMANO - alanews

Roma, 24 marzo 2026 – In seguito alla recente vittoria del “No” al referendum sulla giustizia, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Cesare Parodi, ha espresso il proprio punto di vista sui cori intonati dai magistrati di Napoli durante la celebrazione, in particolare quelli con il noto canto popolare “Bella ciao”. Parodi ha dichiarato a RTL 102.5: “Io non l’avrei fatto”, sottolineando che tali manifestazioni non rientrano nel suo modo di agire e che condivide pienamente le indicazioni del Presidente Mattarella, che ha invitato tutti, magistrati compresi, a mantenere un contegno istituzionale e compostezza.

Parodi commenta i cori a Napoli: un gesto umano ma non condiviso

Il presidente dell’ANM ha definito i cori come un momento di sfogo, nato dopo un lungo periodo di tensione, ma ha anche evidenziato come non si tratti di un gesto politico. Parodi ha spiegato: “È stato, credo, non certamente un atteggiamento politico, un momento di sfogo dopo una lunga tensione. Se è stato un gesto estemporaneo, credo che sia quantomeno umanamente comprensibile anche se, ripeto, io certamente non l’avrei fatto”. Il magistrato ha inoltre riconosciuto che la manifestazione rappresenta il frutto di un clima di contrapposizione che però non dovrebbe caratterizzare un dibattito che, invece, dovrebbe restare sereno e costruttivo.

Vittoria del No al referendum sulla giustizia e necessità di autocritica

In un’intervista al Corriere della Sera, Parodi ha definito la vittoria del sì al referendum come una “vittoria valoriale”, riconoscendo che anche chi non conosce la legge ha colto l’importanza dei valori fondanti della Costituzione italiana. Tuttavia, ha sottolineato che i problemi della giustizia restano, in particolare per quanto riguarda i criteri di nomina dei direttivi, tema sul quale secondo lui serve maggiore trasparenza e efficienza. Parodi, che ha recentemente presentato le proprie dimissioni dall’ANM, ha condiviso la necessità che chi prenderà il suo posto si impegni a migliorare la trasparenza nelle nomine e a lavorare per un’immagine di fiducia della magistratura da parte dei cittadini.

Durante la campagna referendaria, Parodi ha raccontato di essere stato ferito dalle critiche, soprattutto sui social, dove gli è stato imputato di trascurare il proprio lavoro di procuratore capo ad Alessandria, accusa che ha respinto con fermezza. A suo giudizio, il risultato referendario dimostra che gli slogan semplicistici non pagano, e che è invece più efficace mantenere un equilibrio nel dibattito pubblico.

Il dibattito sui cori con la canzone Bella ciao, inno popolare storico legato alla Resistenza italiana, ha acceso le discussioni sulla correttezza del comportamento dei magistrati, ma Parodi invita a guardare oltre gli episodi isolati, puntando a un confronto più maturo e istituzionale su temi di grande rilievo per la giustizia e per il Paese.

Tags: Cesare ParodiReferendum della GiustiziaUltim'ora

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