Roma, 17 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha fatto chiarezza sulla situazione attuale dei decreti attuativi relativi alla riforma della giustizia, smentendo le indiscrezioni circolate sulla loro imminente definizione. Intervistato dall’ANSA, Nordio ha dichiarato che “non c’è nulla di pronto e definitivo“, spiegando che si stanno elaborando solo delle bozze preparatorie per essere pronti nel caso vincesse il “Sì” al referendum sulla riforma. Ha puntualizzato che su queste bozze è aperto un dialogo costruttivo con magistratura, avvocatura e mondo accademico per raggiungere la massima convergenza possibile.
La riforma della giustizia: lo stato dell’arte
La riforma, che ha ottenuto il primo via libera nel maggio 2024, prevede una radicale separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, oltre all’istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura (CSM) e di una nuova Alta Corte disciplinare. Il disegno di legge costituzionale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nell’ottobre 2025, è ora all’esame del Parlamento e potrebbe essere soggetto a referendum popolare nel corso del 2026.
I nodi da sciogliere restano numerosi, a partire dalle modalità di nomina e sorteggio dei membri dei nuovi organi di autogoverno, nonché dall’impatto che la riforma potrebbe avere sull’autonomia della magistratura, tema su cui si registra forte opposizione da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati e di alcune forze politiche.
Decreto attuativo e dialogo istituzionale
Nordio ha sottolineato che le bozze di decreti attuativi sono uno strumento preparatorio e non un testo definitivo, evidenziando come sia fondamentale un confronto aperto con gli interlocutori del settore giustizia per evitare divisioni e garantire un’applicazione equilibrata della riforma. L’approccio del ministro appare quindi improntato a un confronto inclusivo, in vista della delicata fase di approvazione parlamentare e di eventuale consultazione referendaria.
In parallelo, continuano le discussioni anche su altri fronti normativi, come il tema del parere della Soprintendenza in materia di beni ambientali, oggetto di recenti pronunce contrastanti tra T.A.R. e Consiglio di Stato, che influenzano il quadro normativo amministrativo collegato alle procedure di tutela paesaggistica.
Il ministro Nordio, che ricopre la carica dal 22 ottobre 2022, rimane al centro dell’attenzione per il suo ruolo nel guidare una delle riforme più significative del sistema giudiziario italiano negli ultimi anni, una riforma che sta sollevando dibattiti intensi in tutto il Paese.






