Roma, 18 marzo 2026 – In vista del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, le principali associazioni di imprese italiane – Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Coldiretti e Confagricoltura – lanciano un appello all’affluenza alle urne. L’invito è rivolto a cittadini, lavoratori e imprenditori affinché partecipino informati e consapevoli a questa consultazione, che rappresenta uno strumento fondamentale di democrazia diretta.
Il ruolo delle imprese nel referendum sulla giustizia
Secondo le organizzazioni imprenditoriali, il buon andamento della giustizia è un interesse pubblico sancito dalla Costituzione ed è considerato una vera e propria infrastruttura essenziale per il sistema produttivo italiano, al pari di reti, energia e logistica. Una giustizia efficiente, spiegano, è indispensabile per garantire la programmazione, l’innovazione, la competitività e la capacità di produrre ricchezza nel Paese.
Il referendum, dunque, non è solo un momento politico, ma una decisione che impatta direttamente sul tessuto economico e sociale. Le associazioni sottolineano che gli esiti saranno validi indipendentemente dal quorum, e che la partecipazione attiva è una responsabilità di ogni cittadino e imprenditore chiamato a esprimere il proprio voto.
Tendenze e sfide alla vigilia del voto
Nonostante l’appello delle imprese, i sondaggi indicano una certa apatia tra gli elettori. La partecipazione prevista si aggira intorno al 42%, con un possibile massimo del 49% in uno scenario più favorevole. Secondo le rilevazioni, il fronte del No alla riforma è in lieve vantaggio, attestandosi al 52,4%, mentre i favorevoli al Sì raggiungono il 47,6%. L’orientamento politico influenza fortemente il voto, con una maggiore mobilitazione dell’opposizione rispetto alla maggioranza.
L’interesse per il referendum appare influenzato anche da eventi geopolitici e altre emergenze di attualità, che distolgono l’attenzione pubblica dai temi della giustizia. Tuttavia, le associazioni imprenditoriali insistono sull’importanza di una partecipazione consapevole e informata per contribuire alla definizione delle regole che influenzeranno lo sviluppo economico e sociale dell’Italia.






