Bari, 13 marzo 2026 – Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è intervenuto oggi a Foggia per esprimere la sua posizione netta sul prossimo referendum costituzionale sulla giustizia, che si terrà il 22 e 23 marzo. Landini ha invitato a votare no, sottolineando che il vero problema non è abolire la magistratura, ma farla funzionare correttamente nel rispetto della Costituzione vigente.
Landini contro la riforma costituzionale sulla magistratura
Durante un incontro con i giornalisti, Landini ha criticato la proposta di modifica costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, e l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, oltre a una nuova Corte disciplinare di rango costituzionale. Secondo il segretario della Cgil, questa riforma, voluta dal Governo, non ha nulla a che fare con il miglioramento della giustizia, ma rappresenta piuttosto un tentativo di limitare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Landini ha spiegato:
“Il nostro problema non è abolire la magistratura, il nostro problema è farla funzionare la magistratura, far funzionare i processi. Questo referendum con la necessità di far funzionare meglio la giustizia non c’entra nulla.”
Il leader sindacale ha inoltre ricordato che la Cgil si è sempre opposta a modifiche costituzionali simili, indipendentemente dal colore politico dei Governi che le proponevano, citando i precedenti tentativi di Berlusconi e Renzi. Per Landini la Costituzione italiana, nata dopo la sconfitta di fascismo e nazismo, va applicata in tutte le sue parti senza essere stravolta o modificata.
“Per questo il no è un no molto preciso a rimettere al centro i bisogni delle persone e non gli interessi di chi comanda.”
Le altre posizioni: ex Ilva e fondi Pnrr
Nel corso della giornata, Maurizio Landini ha affrontato anche altri temi di rilievo, a partire dalla situazione dell’ex Ilva, l’importante azienda siderurgica italiana. Il segretario della Cgil ha ribadito la necessità di un intervento diretto dello Stato nella gestione dell’impresa, sottolineando come il rinvio di questa decisione dal 2010 abbia prodotto disastri e rischi per il futuro del gruppo.
“Senza una presenza dello Stato il rischio di non vedere il rilancio di quel gruppo c’è tutto.”
Landini ha rimarcato che nessun paese industriale può prescindere da un settore siderurgico forte, evidenziando il ruolo strategico dell’acciaio per la manifattura nazionale.
Infine, in visita a Borgo Mezzanone, insediamento informale vicino a Foggia, dove vivono lavoratori stranieri impiegati nell’agricoltura, Landini ha denunciato la mancata utilizzazione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per superare i ghetti e migliorare le condizioni di vita e lavoro di queste persone.
“Questo governo ha perso un’occasione importante, c’erano centinaia di milioni di euro stanziati proprio dal Pnrr per affrontare questa situazione.”
Il segretario generale della Cgil ha evidenziato come l’assenza di interventi adeguati favorisca il lavoro nero e lo sfruttamento, condizioni che il sindacato non può accettare.






