Napoli, 10 febbraio 2026 – Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, intervistato a Otto e mezzo su La7, ha commentato l’andamento del referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, evidenziando l’aumento del fronte del No e il ruolo di figure politiche come Carlo Nordio e Antonio Tajani in questo contesto.
La posizione di Nicola Gratteri sul referendum giustizia
Gratteri ha precisato di non appartenere a nessun comitato referendario, definendosi un “battitore libero”. Secondo il magistrato, la crescita del No è merito di tutti, sia di chi sostiene la riforma che di chi si oppone. Ha citato in particolare Nordio, che ha affermato che la riforma potrebbe essere vantaggiosa anche per l’area politica di Schlein in caso di futuro governo, e Tajani, il quale ha annunciato l’intenzione di realizzare una nuova riforma per rendere le forze dell’ordine dipendenti dal governo e dal ministero di riferimento, escludendo i magistrati dal controllo della polizia giudiziaria.
Gratteri ha sottolineato la necessità di pazienza e di spiegare alla popolazione con esempi pratici le conseguenze della riforma, ribadendo la sua contrarietà a una legislazione “schizofrenica” che introduce nuovi reati frequentemente e applica misure severe come il fermo preventivo per i manifestanti, mentre protegge i colletti bianchi. Ha inoltre evidenziato la necessità di investimenti per concorsi, formazione e migliori condizioni per le forze dell’ordine, lamentando che con i fondi del PNRR non è stato costruito nemmeno un carcere.
La campagna politica e il contesto del referendum
Il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri si terrà il 22 e 23 marzo 2026 senza quorum di partecipazione. La riforma, già approvata dal Parlamento, introduce due Consigli Superiori distinti e una Corte disciplinare di rango costituzionale, con l’obiettivo di modificare l’organizzazione interna della magistratura senza intaccarne autonomia e indipendenza.
La campagna elettorale vede un aumento della politicizzazione: da un lato il governo, con la presidente Meloni e i ministri Nordio, Salvini, Tajani e Lupi, si prepara a un tour elettorale per il Sì, con comizi previsti in piazze importanti come Napoli, Milano o Roma. Dall’altro, l’opposizione di sinistra, guidata da Elly Schlein, si mobilita per il No, sottolineando la difesa della Costituzione e criticando gli attacchi al sistema giudiziario. Il dibattito è acceso e coinvolge anche la magistratura, con contrasti sulla neutralità della Cassazione nel giudizio sul quesito referendario.
In questo scenario, le parole di Gratteri, una figura di rilievo nel contrasto alla criminalità organizzata e attuale procuratore capo di Napoli, rappresentano un punto di vista critico che contribuisce a tenere alta l’attenzione sul valore e sulle implicazioni della riforma giustizia in votazione.





