Napoli, 23 marzo 2026 – La vittoria del No al referendum sulla riforma della giustizia è stata accolta da Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, come un segnale forte e chiaro della vitalità della società civile italiana. Secondo Gratteri, il risultato dimostra che i cittadini sono attenti e pronti a difendere i principi fondamentali della Costituzione e l’equilibrio tra le istituzioni.
Un voto consapevole in difesa della Costituzione
Nel suo commento, Gratteri sottolinea che il No non rappresenta un rifiuto del cambiamento, bensì una critica al metodo con cui la riforma è stata proposta. La società civile ha dimostrato di voler difendere l’autonomia e l’equilibrio delle istituzioni, opponendosi a una riforma che cambiava radicalmente l’assetto della magistratura senza un adeguato confronto. “La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorare il funzionamento degli uffici giudiziari, ma senza sacrificare le garanzie fondamentali“, ha affermato il Procuratore di Napoli.
La riforma referendaria prevedeva la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, con l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti e di una Corte disciplinare di rango costituzionale, oltre all’introduzione del sorteggio per scegliere i membri degli organi di autogoverno. Tuttavia, la vittoria del No impone di mantenere l’attuale sistema, senza modifiche costituzionali, e di pensare a riforme costruite con maggiore responsabilità e rispetto dei diritti dei cittadini.
Il referendum nel paese natale di Gratteri
Nel piccolo comune di Gerace, paese natale di Nicola Gratteri, il No ha ottenuto un netto successo con il 67,38% dei consensi, contro il 32,62% del Sì, su un’affluenza del 51,62%. Qui, come in molte altre parti d’Italia, il voto ha assunto un significato simbolico, confermando l’attenzione della popolazione verso le tematiche della giustizia e la difesa della Costituzione.
Durante la campagna referendaria, Gratteri è stato al centro di polemiche sollevate dal fronte del Sì a causa delle sue dichiarazioni a favore del No, ma il risultato ha dato forza alle sue posizioni. Gratteri, magistrato noto per la sua lotta alla ‘ndrangheta e per la sua attività in ambito antimafia, continua a essere una voce autorevole nel dibattito sulla giustizia italiana, impegnato nel promuovere riforme efficaci ma rispettose dei diritti.
(ANSA)






