Nel pieno della campagna per il referendum costituzionale sulla giustizia, arrivano parole destinate a far discutere. A pronunciarle è stato il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, intervenuto a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, durante un incontro con dirigenti e simpatizzanti del partito a sostegno del “Sì” al voto previsto per domenica e lunedì prossimi. Davanti alla platea di militanti, il parlamentare ha esortato a intensificare l’impegno nella campagna elettorale, invitando a sfruttare ogni possibile leva per convincere gli elettori.
Referendum Giustizia: la frase shock del deputato
Nel suo intervento, Mattia ha pronunciato parole che hanno immediatamente acceso il dibattito politico.
“Affrontiamo questa settimana di campagna elettorale, avete gli argomenti per poter discutere ma se non dovesse servire, utilizzate anche il solito sistema clientelare: non ci credi, beh fammi questo favore. Perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore. Aiutami per quest’altra questione perché io te ne ho fatti già tanti”.
Un passaggio che ha suscitato reazioni e critiche, soprattutto per il riferimento esplicito all’utilizzo di dinamiche personali e relazioni di favore come strumento di mobilitazione elettorale.
Nel prosieguo dell’intervento, il deputato ha ribadito la necessità di fare il massimo per ottenere il risultato politico auspicato.
“Utilizziamo anche questi mezzi. Perché dobbiamo vincere questa battaglia”.
Il parlamentare, originario del frusinate ma eletto nel collegio plurinominale lucano, è stato a lungo direttore regionale di Coldiretti Basilicata prima dell’ingresso in Parlamento.
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Il timore di una sconfitta politica
Mattia ha poi sottolineato il valore politico della consultazione referendaria per il governo guidato da Giorgia Meloni, spiegando che un eventuale esito negativo rappresenterebbe comunque un segnale politico rilevante.
“Non possiamo permetterci una sconfitta. È vero che Giorgia Meloni non lascerà il suo scranno di presidente del Consiglio. Come è altrettanto vero che rimarrà il governo di centrodestra fino alla fine del mandato, che possa essere maggio del 2027 o settembre del 2027. Ma non possiamo permetterci il lusso di avere fino alla fine del nostro mandato neanche una ferita nel corpo. E questa se dovessimo perdere, è inutile che ci vogliamo nascondere dietro un dito, sarebbe una ferita grave da curare e aprirebbe un percorso ancora più in salita”.






