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Ponte sullo Stretto, via libera al decreto e il Mit accelera sugli adempimenti, ma Bonelli critica

Il nuovo decreto sul Ponte di Messina limita il controllo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, alimentando polemiche su trasparenza e sicurezza dell’opera

by Marco Viscomi
5 Febbraio 2026
Angelo Bonelli critica il decreto sul Ponte

Angelo Bonelli critica il decreto sul Ponte | ANSA/GIUSEPPE LAMI - Alanews.it

Roma, 5 febbraio 2026 – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, introducendo disposizioni urgenti riguardanti commissari straordinari e concessioni. Tuttavia, il provvedimento ha suscitato critiche da parte di esponenti politici, in particolare da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e co-portavoce di Europa Verde, che definisce il decreto un vero e proprio “decreto furbizia”.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha avviato una serie di adempimenti formali a seguito delle indicazioni della Corte dei Conti in merito al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La decisione emerge dalla bozza del decreto Ponte, recentemente discussa in Consiglio dei Ministri, che non prevede la nomina di un commissario specifico né limiti all’attività della magistratura contabile.

Regia Mit e adempimenti richiesti dalla Corte dei Conti

Il Mit, in coordinamento con le amministrazioni competenti, si impegna a completare gli adempimenti previsti dalla Direttiva Habitat 92/43/CE, con due atti distinti: una ricognizione delle valutazioni ambientali a cura del Ministero dell’Ambiente e un provvedimento del Mit sugli effetti dell’opera su salute e sicurezza pubblica. Parallelamente, il Ministero sta predisponendo la documentazione necessaria per avviare un dialogo strutturato con la Commissione europea, finalizzato a verificare la piena compatibilità del progetto con le normative comunitarie.

Inoltre, il Mit sottoporrà al controllo di legittimità della Corte l’accordo di programma e svolgerà, in raccordo con le amministrazioni competenti, gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera del Cipess. Tra questi figurano l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria, l’acquisizione del parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) sulle tariffe di pedaggio e la sottoposizione del progetto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

La situazione del progetto e il quadro istituzionale

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera strategica che collegherà la Sicilia alla Calabria, è stato rilanciato nel 2023 con un piano complessivo da 13,5 miliardi di euro. Il ponte sospeso, progettato dalla società danese COWI, prevede una campata centrale di 3.300 metri, due torri alte 399 metri e la presenza di strade e ferrovie.

La Corte dei Conti ha da tempo sollevato rilievi tecnici e procedurali sull’iter dell’opera: la nomina di Pietro Ciucci, già amministratore delegato di Stretto di Messina S.p.A., come commissario per l’attuazione del progetto ha suscitato critiche per potenziali conflitti di interesse. Il Mit ha precisato che Ciucci è stato scelto per garantire un coordinamento efficace tra tutti gli organi coinvolti e rispondere alle richieste della magistratura contabile.

Il dialogo con la Commissione europea e l’adeguamento alle normative ambientali rappresentano quindi passaggi fondamentali per il proseguimento dell’iter autorizzativo del ponte, che continua a suscitare attenzione sia sul piano tecnico che politico, in un contesto di forte controllo istituzionale e giudiziario.

Decreto sul Ponte: le critiche di Bonelli

Secondo Bonelli, il decreto voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, contiene una norma che aggira i controlli del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP). Il testo prevede infatti che il parere del CSLLPP venga richiesto solo sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza relativi all’aggiornamento del progetto definitivo approvato nel 2011, lasciando fuori la valutazione complessiva dell’opera. Bonelli ricorda che l’organo di Stato aveva espresso un parere risalente al 1997, limitato al progetto di massima, senza mai esaminare neanche il progetto preliminare approvato nel 2003 dal CIPE.

“Siamo alle solite furbizie – afferma Bonelli – Il CSLLPP deve esprimere un parere sull’intero progetto definitivo del Ponte, non solo su parti selezionate”. L’esponente di Europa Verde sottolinea inoltre che il progetto è già stato dichiarato illegittimo dalla Corte dei Conti per la procedura seguita ed è afflitto da gravi carenze progettuali, testimoniati anche dal mancato svolgimento di prove fondamentali sulle trincee sismiche, richieste dal comitato scientifico della società Stretto di Messina SpA.

Salvini e il progetto del Ponte: posizione e implicazioni

Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dal 2022 nel governo Meloni, ha promosso con determinazione il progetto del Ponte, ritenendolo una priorità infrastrutturale nazionale. L’approvazione del decreto è stata presentata come un passo decisivo per sbloccare l’opera, che secondo il ministro porterebbe benefici strategici e occupazionali. Tuttavia, la scelta di limitare il controllo tecnico completo da parte del CSLLPP lascia aperto un dibattito sulle modalità di valutazione e sulla trasparenza del progetto.

Il decreto prevede inoltre misure urgenti per la gestione commissariale e le concessioni, elementi chiave per l’avanzamento dei lavori. L’opera, finanziata con una spesa di circa 14 miliardi di euro, resta al centro di un acceso confronto politico e tecnico, con implicazioni rilevanti per la politica infrastrutturale italiana.

L’approvazione del decreto è quindi solo l’ultimo capitolo di una vicenda complessa, in cui si intrecciano aspetti progettuali, amministrativi e politici, e che continua a far discutere sia dentro che fuori le istituzioni.

Tags: Angelo BonelliDl PonteMatteo SalviniPonte sullo Stretto

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