Roma, 6 febbraio 2026 – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha fatto il punto sull’iter del Ponte sullo Stretto di Messina, spiegando che il progetto non è stato cancellato ma rallentato da alcune osservazioni della Corte dei conti. Lo ha dichiarato durante la trasmissione “Mattino 24” su Radio24.
Il punto di Salvini sull’iter del Ponte sullo Stretto
Salvini ha chiarito che la procedura non è stata azzerata, ma che la Corte dei conti ha sollevato alcune riserve alle quali il governo sta dando risposta. “Noi che siamo rispettosi abbiamo portato in Consiglio dei Ministri e porteremo avanti i rilievi e le interlocuzioni con la Commissione Europea – ha detto il ministro – per poi procedere all’avvio dei cantieri che avremmo potuto aprire già lo scorso anno”. L’obiettivo iniziale era infatti il 2025 per l’avvio dei lavori, ma a causa dei rilievi della Corte dei conti la data è slittata al 2026.
All’intervistatore che gli chiedeva se sarà possibile aprire i cantieri entro l’anno, Salvini ha risposto con decisione: “Io sono pronto domani. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici e l’Authority dei trasporti dovranno dare il loro parere e conto che sia questione di mesi e non di più”.
Il ruolo della Corte dei conti e i prossimi passaggi
La Corte dei conti, organo costituzionale di controllo sui conti pubblici, ha recentemente sollevato alcune osservazioni tecniche e amministrative che hanno imposto una revisione approfondita del progetto. Il prossimo 12 febbraio, a Roma, si terrà un convegno istituzionale dedicato anche alla riforma e alle funzioni della Corte dei conti, che testimonia la centralità dell’organo nel monitoraggio delle opere pubbliche strategiche come il Ponte sullo Stretto.
Il governo guidato da Giorgia Meloni, con Salvini nel ruolo di ministro delle Infrastrutture, continua dunque a lavorare per superare le criticità evidenziate e procedere all’avvio dei lavori entro il 2026, confermando l’importanza strategica del collegamento tra Sicilia e Calabria per il rilancio infrastrutturale del paese.






