Prosegue l’impegno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto strategico atteso da decenni. Il ministro Matteo Salvini, in carica dal 2022 come responsabile del dicastero, ha confermato la determinazione del governo a dare avvio ai lavori nel più breve tempo possibile, nonostante alcuni rallentamenti burocratici e giudiziari.
Ponte sullo Stretto: riprogrammazione dei fondi e tempistiche
In una nota ufficiale del Mit si chiarisce che la copertura finanziaria per il ponte è garantita, ma a seguito di un intervento della Corte dei Conti sono in corso ulteriori approfondimenti richiesti. Per questa ragione, i fondi inizialmente destinati ai cantieri sono stati ricollocati, con l’obiettivo di riavviarli nei prossimi mesi, anziché entro la fine dell’anno come auspicato. Guido Quintino Liris, senatore di Fratelli d’Italia e relatore della legge di Bilancio, ha spiegato che il ritardo è dovuto anche all’impossibilità di procedere per circa un anno a causa di questioni legate all’ambito giudiziario. La riprogrammazione delle risorse sarà ufficializzata con la prossima manovra finanziaria.
Salvini e la conferma dell’impegno governativo
Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni, ha più volte espresso la volontà di accelerare l’avvio delle opere infrastrutturali più rilevanti per il Paese, tra cui il Ponte sullo Stretto. La recente comunicazione del Mit sottolinea che, seppur con qualche rallentamento, il progetto non è stato abbandonato e resta una priorità per l’esecutivo. L’attenzione si concentra ora sul superamento degli ostacoli amministrativi e sulla definizione definitiva del cronoprogramma per i lavori, che dovrebbero partire a breve.
Il Ponte sullo Stretto, opera da sempre al centro di dibattiti politici e tecnici, continua dunque a muovere i suoi passi verso una possibile realizzazione, con la conferma di risorse finanziarie e un impegno politico di alto livello, in particolare da parte del ministro Salvini e dei parlamentari coinvolti nella gestione della manovra economica.






