Roma, 5 febbraio 2026 – Tra i provvedimenti in arrivo nel Consiglio dei ministri (CdM) convocato per il pomeriggio figura il decreto-legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) dedicato alle infrastrutture. Il testo, intitolato “disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari, regolazione e concessioni”, è al centro della riunione tecnica preparatoria del CdM in programma questa mattina, che esaminerà anche il pacchetto sicurezza.
Decreto Mit e Ponte sullo Stretto di Messina
Il decreto-legge del Mit mira in particolare a superare i rilievi espressi dalla Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, opera strategica che collegherà in modo stabile la Sicilia alla penisola italiana. L’intervento normativo recepisce le osservazioni della magistratura contabile, in particolare sulle procedure di approvazione e sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’opera, interamente finanziata con fondi pubblici.
A seguito di queste richieste, il Ministero sta predisponendo norme che regolano l’acquisizione dei pareri di organismi quali NARS (Nucleo di valutazione) e ART (Autorità di regolazione dei trasporti), e disciplinano la riadozione del Piano economico-finanziario, aggiornato in base alle modifiche della legge di bilancio. Il decreto include inoltre la nomina di un commissario straordinario, figura di coordinamento nell’iter realizzativo, ruolo affidato a Pietro Ciucci, già amministratore delegato della società Stretto di Messina S.p.A.
Aspetti tecnici e controversie politiche
Il progetto definitivo del ponte, aggiornato nel biennio 2023-2024 dalla società danese COWI, prevede un ponte sospeso in acciaio con una luce centrale di 3.300 metri, le torri alte 399 metri, e una struttura a doppio cavo di sospensione estesa per oltre 5 km. Il ponte sarà dotato di due carreggiate stradali e di una sede ferroviaria, per un totale di sei corsie.
La nomina di Ciucci come commissario ha però suscitato critiche da parte dell’opposizione, che denuncia un possibile conflitto di interessi e un eccessivo accentramento di poteri. Il ministro Matteo Salvini ha difeso la scelta sottolineando che la società Stretto di Messina è interamente pubblica e che la nomina serve a garantire coordinamento e accelerazione, in risposta ai rilievi della Corte dei Conti.
L’iter per il rilancio del Ponte sullo Stretto prosegue dunque tra attenzione tecnica e tensioni politiche, in attesa delle decisioni definitive del Consiglio dei ministri.






