Roma, 29 marzo 2026 – Una decisione senza precedenti ha scosso stamane la comunità cristiana internazionale: la polizia israeliana ha impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Questo fatto ha sollevato una forte ondata di indignazione e condanne da parte delle autorità italiane, che hanno espresso piena solidarietà ai religiosi e ribadito la necessità di tutelare la libertà religiosa, principio fondamentale minacciato da questo episodio.
Crosetto: “Ciò che è avvenuto è grave”
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha definito l’accaduto “grave e profondamente preoccupante”, sottolineando che si tratta di un fatto senza precedenti che colpisce non solo le autorità religiose ma milioni di fedeli nel mondo. Crosetto ha evidenziato come il Santo Sepolcro rappresenti uno dei luoghi più sacri della cristianità, simbolo universale di fede, storia e spiritualità, e che la decisione di impedire l’ingresso al cardinale Pizzaballa mina “un principio fondamentale che dovrebbe essere sempre garantito: quello della libertà religiosa”.
Salvini: “Inaccettabile quanto successo a Pizzaballa”
Anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha espresso sui social il suo disappunto definendo quanto accaduto “inaccettabile e offensivo”, elogiando la posizione chiara del governo italiano.
La posizione di Craxi
Dal centrodestra arriva la ferma condanna di Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, la quale ha espresso “profonda indignazione” per l’episodio, rimarcando che la negazione dell’accesso ai luoghi santi in un momento così importante per la fede, come la Domenica delle Palme, è un gesto ingiustificabile e irrispettoso. Craxi ha inoltre sottolineato come questo fatto contribuisca a esasperare un clima già teso in una terra segnata da intolleranza e violenza. Ha infine appoggiato la convocazione dell’ambasciatore israeliano in Farnesina, decisa dal ministro degli Esteri, per ottenere chiarimenti.
Pizzaballa, Tajani convoca l’ambasciatore Israeliano
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato su X (ex Twitter) di aver dato istruzioni per convocare con urgenza l’ambasciatore israeliano, definendo “inaccettabile” il divieto e manifestando “sdegno” a nome dell’Italia. Tajani ha ribadito la ferma posizione italiana a tutela della libertà di religione in ogni circostanza.
Meloni: “Offesa per ogni comunità che riconosce le libertà religiose”
Anche la premier Giorgia Meloni ha voluto esprimere la vicinanza del governo al cardinale Pizzaballa, a padre Ielpo e agli altri religiosi coinvolti, definendo l’atto “un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa”. Ha inoltre richiamato l’importanza di preservare il Santo Sepolcro quale luogo sacro della cristianità e di garantirne l’accesso per la celebrazione dei riti sacri.
Il contesto e il profilo di Pierbattista Pizzaballa
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa è una figura di rilievo nella Chiesa cattolica e nella diplomazia religiosa internazionale. Nato a Cologno al Serio nel 1965, è patriarca di Gerusalemme dei Latini dal 2020 e cardinale dal 2023. La sua lunga esperienza in Terra Santa, iniziata nel 1990 con l’impegno accademico e pastorale, lo ha visto protagonista di numerose mediazioni tra le autorità israeliane e palestinesi per garantire la presenza e i diritti della comunità cristiana.
Come Custode di Terra Santa dal 2004 al 2016, Pizzaballa ha gestito situazioni complesse con equilibrio e capacità diplomatica. La sua attività si è concentrata sulla salvaguardia dello “Statu Quo” nei luoghi santi e sul dialogo interreligioso, inclusa la promozione di rapporti tra cristiani e musulmani, anche attraverso la Fondazione internazionale Oasis di cui è membro dal 2025.
L’episodio di oggi assume dunque un valore simbolico e strategico molto forte, poiché colpisce una delle figure più rappresentative della Chiesa in Terra Santa proprio nel momento di una solennità centrale come la Domenica delle Palme.
Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, anch’egli fermato e impedito di accedere al Santo Sepolcro, è il successore nel ruolo di custodia dei luoghi santi, noto per la sua dedizione pastorale e per il suo ruolo istituzionale nella Chiesa di Gerusalemme.
La posizione del Patriarcato Latino di Gerusalemme
Il Patriarcato Latino di Gerusalemme ha espresso profondo dolore per l’accaduto, definendo il divieto “una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata”, sottolineando come questa decisione “viziata da considerazioni improprie” rappresenti una violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo.
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