Roma, 21 marzo 2026 – Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato in un’intervista a La Stampa che le centrali a carbone italiane possono essere riattivate immediatamente, con un semplice decreto, qualora fosse necessario. Questa dichiarazione arriva in un momento in cui l’Italia continua a gestire le criticità legate all’approvvigionamento energetico, aggravate dal contesto internazionale.
Centrali a carbone: riserva strategica e condizioni di riattivazione
Secondo Pichetto Fratin, l’attivazione delle centrali a carbone, in particolare quelle di Civitavecchia e Brindisi, deve essere considerata una misura di ultima istanza da adottare solo se il prezzo del gas naturale dovesse superare stabilmente la soglia di 70 euro al megawattora. “I costi operativi del carbone, oggi, risultano insostenibili se non in presenza di un prezzo del gas elevato”, ha spiegato il ministro.
Gli impianti, attualmente in stato di “riserva fredda”, non producono energia ma possono tornare operative rapidamente in caso di emergenza, garantendo così la sicurezza energetica nazionale. Tuttavia, il riavvio richiederebbe anche una negoziazione con Bruxelles per modificare il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), dato l’impegno italiano a cessare l’uso del carbone.
Pichetto Fratin, sicurezza energetica e sfide degli stoccaggi di gas
Pichetto Fratin ha sottolineato che, a seguito della crisi innescata dalla guerra in Ucraina, l’Italia ha migliorato la propria posizione sul fronte della sicurezza energetica, diversificando i fornitori con accordi da Qatar, USA e Mozambico, riducendo la dipendenza dal gas russo. Tuttavia, permane una forte preoccupazione per la gestione degli stoccaggi di gas, con le aste previste per la fine di marzo che potrebbero essere rinviate ad aprile a causa dei prezzi elevati e dell’incertezza del mercato.
Gli operatori chiedono un frazionamento delle riserve nel tempo, iniziando già da ottobre, per evitare rischi di aste deserte e aumenti incontrollati delle bollette. Al momento, il governo valuta un piano d’incentivi per facilitare gli stoccaggi ma preferisce non prendere decisioni affrettate, monitorando l’evoluzione della crisi energetica e il contesto geopolitico globale.
Infine, il ministro ha evidenziato le difficoltà nella transizione energetica, con circa 150 gigawatt di progetti rinnovabili bloccati a livello regionale, spesso a causa di resistenze politiche locali, nonostante un’accelerazione nelle autorizzazioni a livello governativo. Anche la capacità delle reti elettriche rappresenta un ostacolo, con un meccanismo che limita nuove connessioni e investimenti, problema per cui è stata introdotta una norma nel recente decreto.
Gilberto Pichetto Fratin resta così al centro delle strategie italiane per garantire la sicurezza energetica nazionale in un contesto internazionale ancora molto complesso.




