Milano, 20 marzo 2026 – Nel corso dell’evento celebrativo dei 70 anni del Cesi, a Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso una riflessione di forte impatto sul contesto internazionale attuale, paragonando la situazione energetica e geopolitica a una nuova guerra, richiamando lo spettro della crisi energetica del 1973.
Un nuovo scenario di guerra e crisi energetica
“Siamo nel pieno di un’altra guerra“, ha dichiarato il ministro Pichetto, sottolineando come questa generazione, che si immaginava immune dai conflitti europei, ora debba fare i conti con una situazione di elevata tensione internazionale. Il riferimento al 1973, anno segnato dalla crisi petrolifera che travolse l’economia globale, mette in evidenza la gravità della situazione attuale, in cui l’energia rappresenta oggi un fattore discriminante tra ricchi e poveri.
“Chi ha accesso all’energia può competere e garantire il proprio futuro, chi non ce l’ha rischia di regredire“, ha evidenziato il ministro. La pressione mondiale sulle risorse energetiche è “enorme”, un elemento che richiede da parte dei governi un approccio inclusivo e competitivo anche sulle fonti di approvvigionamento finora inesplorate. Pichetto ha ringraziato inoltre il sostegno ricevuto dal governo italiano, sia a livello nazionale che in relazione alle istituzioni europee, in un quadro definito “difficile e incerto”.
La legge delega sul nucleare e le sfide energetiche
A margine dell’evento, Pichetto ha espresso ottimismo riguardo al percorso legislativo della legge delega sul nucleare, auspicando che venga discussa in Parlamento già ad aprile, con l’obiettivo di completarne l’approvazione entro l’estate. Il ministro ha sottolineato l’importanza di un dibattito “serio e sereno”, capace di mettere da parte le ideologie per definire un quadro giuridico chiaro e certo entro la legislatura.
Sul fronte dei prezzi dell’energia, Pichetto ha riconosciuto la complessità delle previsioni. “Faccio il ministro, non il mago“, ha detto, ricordando come il prezzo del gas sia passato da circa 28-30 euro a oltre 70 euro in poche settimane. Questa volatilità ha un impatto notevole sulle imprese, soprattutto nei settori a forte consumo di gas come la ceramica e l’elettronica. Con oltre 102.000 imprese a media tensione, superare i 150 euro al megawattora sul prezzo unico nazionale (PUN) rappresenta un grave problema, soprattutto per chi non ha contratti a prezzo fisso.
In sintesi, il ministro Pichetto ha evidenziato come la sicurezza energetica e la stabilità dei prezzi siano elementi fondamentali per la competitività e la tenuta economica del Paese, in un contesto di tensioni internazionali e sfide complesse.




