Milano, 13 marzo 2026 – In occasione della terza edizione di Milano Smart, evento dedicato alla smart city, alla sostenibilità e alla trasformazione digitale dei processi urbani, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha fatto il punto sulla situazione energetica italiana in un contesto internazionale complicato dalle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente.
Pichetto Fratin, importazioni energetiche e impatto del conflitto in Medio Oriente
Il ministro ha evidenziato che l’Italia dipende dall’estero per circa l’80% del proprio fabbisogno energetico, con una quota significativa di energia proveniente da fonti fossili, in particolare il gas naturale. Tuttavia, ha specificato che gli import dall’area del Golfo Persico sono limitati, quindi la crisi in Iran e le tensioni militari nella regione hanno un impatto diretto solo marginale sulle forniture italiane.
Pichetto Fratin ha sottolineato come, nonostante ciò, il mercato energetico italiano risenta delle dinamiche globali, soprattutto per quanto riguarda le quotazioni del petrolio e del gas. “Il problema – ha detto – è il fermarsi di un sistema di commercio globale: in questo momento è molto difficile valutare quali potranno essere le ricadute finali, anche nel caso in cui il conflitto dovesse cessare immediatamente“.

Prezzi del petrolio e ruolo della speculazione
Il ministro ha inoltre commentato l’andamento dei prezzi del petrolio, che mostrano oscillazioni molto forti, anche nell’arco della stessa giornata, e hanno inevitabilmente un effetto sui prezzi finali pagati dai consumatori. Pichetto Fratin ha spiegato che per valutare con precisione le conseguenze sui prezzi sarà necessario attendere una maggiore stabilità dei mercati.
Riguardo al rischio di speculazione, il ministro ha osservato che “nei mercati finanziari c’è chi compra e chi vende, come al supermercato: la speculazione fa parte della dinamica delle Borse”. Ha poi precisato che eventuali interventi pubblici sono possibili solo nei mercati regolati, mentre dove il mercato è libero, come nel caso dei prezzi alla pompa, l’intervento diretto non è possibile.
Posizione italiana sulle sanzioni al petrolio russo
Sulla questione del petrolio russo e delle eventuali modifiche alle sanzioni, Pichetto Fratin ha ribadito che la posizione dell’Italia è allineata a quella dell’Unione Europea. “Ci sarà un summit dei leader la prossima settimana – ha spiegato – e se il tema sarà all’ordine del giorno verrà valutato in quella sede”.
Il ministro ha quindi confermato la centralità dell’approccio europeo nella gestione delle politiche energetiche e delle relazioni internazionali legate all’approvvigionamento, in un momento di instabilità globale accentuata dal conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni con l’Iran.






