Torino, 2 febbraio 2026 – Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha definito la recente ondata di violenze urbane a Torino come un fenomeno di terrorismo urbano di stampo eversivo, sottolineando la necessità di adottare strumenti più efficaci per la prevenzione e la repressione di tali atti. L’intervento del ministro arriva a seguito degli scontri che hanno coinvolto manifestanti violenti, con l’utilizzo di molotov e scudi, durante una manifestazione nel capoluogo piemontese.
Piantedosi parla di una matrice potenzialmente terroristica
In un’intervista a La Stampa, Piantedosi ha chiarito che “finalità e metodi di quel corteo” evidenziano una matrice eversiva e potenzialmente terroristica, che va contrastata con strumenti adeguati. Tra le misure allo studio vi è l’introduzione del fermo di polizia preventivo per almeno 12 ore, finalizzato a isolare soggetti già noti per intenzioni violente prima che possano agire, una norma che si ispira a modelli già presenti in altri ordinamenti europei. Il ministro ha inoltre evidenziato come il dispositivo di sicurezza adottato abbia impedito che gli scontri degenerassero in devastazioni nel centro storico e l’occupazione delle stazioni ferroviarie, individuate come obiettivi degli aggressori.
Piantedosi ha poi evidenziato la necessità di superare la “netta differenza tra delinquenti e manifestanti pacifici”, poiché le forze dell’ordine hanno registrato che molti manifestanti pacifici hanno fatto da scudo fisico ai violenti, contribuendo così alla complessità dell’intervento.
Scudo penale e sicurezza per le forze dell’ordine
Il ministro ha inoltre affrontato il tema dello scudo penale per i poliziotti, precisando che non si tratta di un lasciapassare per l’impunità, ma di una tutela che si estende a tutti i cittadini. L’obiettivo è evitare che agenti di polizia, agendo in situazioni di legittima difesa, vengano automaticamente iscritti nel registro degli indagati, come potrebbe essere accaduto in casi recenti a Torino. Piantedosi ha sottolineato come il problema reale sia rappresentato da alcune decisioni giudiziarie che non riconoscono la gravità di certi reati commessi durante le manifestazioni violente.
Il ministro ha infine assicurato che per l’inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina è stato predisposto un dispositivo di sicurezza adeguato, mantenendo la massima attenzione senza cedere ad allarmismi. In settimana è atteso in Consiglio dei Ministri l’esame del nuovo decreto sicurezza, che prevede un inasprimento delle misure contro la violenza nelle manifestazioni e interventi mirati contro gruppi sociali coinvolti in atti di illegalità.
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