Nicosia, 22 gennaio 2026 – Nel corso del primo Consiglio informale Giustizia e Affari Interni sotto la Presidenza cipriota, uno dei temi centrali affrontati è stato quello della gestione dei flussi migratori e in particolare dei rimpatri volontari assistiti. Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l’importanza di rafforzare e sviluppare strategie condivise a livello europeo, basate sull’esperienza italiana maturata negli ultimi anni.
La volontà di rafforzare i rimpatri volontari assistiti
Durante l’incontro a Nicosia, Piantedosi ha evidenziato come l’Italia, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e i Paesi di transito, abbia realizzato un modello operativo efficace che ha consentito il rimpatrio volontario assistito di circa 65.000 migranti negli ultimi due anni, provenienti da Algeria, Libia e Tunisia verso i loro Paesi di origine. Il ministro ha rimarcato che “continuare a finanziare progetti europei per implementare i rimpatri volontari assistiti integrandoli con iniziative di sviluppo nei Paesi partner” rappresenta una priorità fondamentale per la gestione ordinata dei flussi migratori.
A margine del Consiglio, Piantedosi ha incontrato la direttrice generale dell’OIM, Amy Pope, con la quale ha discusso il programma congiunto per sviluppare modelli innovativi di gestione dei flussi migratori anche al di fuori dell’Unione Europea, rafforzando le attività di reintegrazione nei Paesi di origine.
Collaborazione europea e strategie comuni per la migrazione
Nel pomeriggio, il ministro italiano ha avuto un proficuo confronto con la collega belga Anneleen Van Bossuyt sul futuro del Patto europeo Migrazione e Asilo, affrontando le sfide legate all’attuazione di politiche comuni. Inoltre, Piantedosi ha partecipato a riunioni bilaterali con rappresentanti di altri Paesi del gruppo Med5, tra cui Cipro, Grecia, Malta e Spagna, riconfermando l’importanza di una collaborazione rafforzata con i Paesi terzi per prevenire gli arrivi irregolari e potenziare i rimpatri assistiti.
Il ministro ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di un nuovo approccio operativo nei confronti delle ONG che operano nel Mediterraneo, ritenute da alcune autorità un fattore di attrazione non regolamentata dei flussi migratori.





