Roma, 18 marzo 2026 – Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha illustrato le strategie italiane per la sicurezza energetica in un’intervista rilasciata a Mattino 5. Con un focus sulle fonti di approvvigionamento del petrolio e del gas, Crosetto ha sottolineato i passi messi in atto dall’Italia per far fronte a potenziali criticità legate alla geopolitica internazionale.
L’Italia si attiva su più fronti per la sicurezza energetica
Secondo il ministro, l’Italia sta intensificando le attività di approvvigionamento energetico attraverso le principali aziende nazionali, in particolare l’Eni, tra le più grandi realtà mondiali nel settore energetico. L’azione si concentra su accordi con paesi come il Venezuela, l’Indonesia e diverse nazioni africane, per compensare eventuali interruzioni nelle forniture dal Golfo di Hormuz. Crosetto ha evidenziato che, nel complesso, il fabbisogno italiano proveniente da Hormuz è limitato a circa il 5%, una quota definita “facilmente reperibile” da altre fonti.
Una criticità maggiore riguarda invece il gas liquido, la cui dipendenza dal Qatar è significativa, rappresentando circa il 20% del fabbisogno nazionale. Tuttavia, il problema principale non è tanto la disponibilità quanto il costo delle materie prime energetiche, che impatta direttamente sui consumatori e sull’economia.
Dialogo con Putin sul petrolio? Crosetto: “Inutile, il nodo è il prezzo”
Interrogato sull’opportunità di avviare un dialogo diretto con la Russia per l’approvvigionamento di petrolio, Crosetto ha risposto con fermezza: “Inutile”. Il ministro ha spiegato che, indipendentemente dal fornitore, il prezzo rimane lo stesso e, pertanto, aprire un canale diretto con Putin non garantirebbe vantaggi economici per l’Italia.
In un contesto globale complesso, la strategia italiana si basa dunque sulla diversificazione delle fonti e sulla negoziazione di accordi con paesi produttori alternativi, senza puntare a trattative che non modificherebbero le condizioni di mercato.






