Città del Vaticano, 13 marzo 2026 – Papa Leone XIV, nel corso dell’udienza con i partecipanti al XXXVI Corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, ha sottolineato l’importanza di un profondo esame di coscienza per i cristiani, in particolare per coloro che hanno gravi responsabilità nelle guerre. Il Pontefice ha richiamato l’attenzione sulla pratica della confessione sacramentale, prevista almeno una volta all’anno dal Catechismo della Chiesa Cattolica, che troppo spesso viene trascurata.
Papa Leone XIV e la confessione: un tesoro di misericordia spesso inutilizzato
Il Santo Padre ha evidenziato come, nonostante la reiterabilità della confessione e la sua fondamentale importanza spirituale, molti battezzati rimangono “per lungo tempo in stato di peccato” a causa di una diffusa distrazione, evitando così il confessionale. “È come se l’infinito tesoro della misericordia della Chiesa restasse inutilizzato”, ha affermato. Papa Leone XIV ha spiegato che l’unità con Dio e con la Chiesa costituisce il presupposto dell’unità interiore della persona, necessaria in un’epoca segnata dalla frammentazione sociale e spirituale.
Le nuove generazioni, ha osservato, manifestano un reale desiderio di questa unità interiore. Le promesse disattese di un consumismo sfrenato e la libertà senza radici nella verità possono essere trasformate in occasioni di evangelizzazione, destando domande esistenziali alle quali solo Cristo può rispondere pienamente.
Pace e riconciliazione: la missione del cristiano disarmato
Papa Leone XIV ha inoltre ricordato che il dinamismo di unità con Dio e la Chiesa è condizione imprescindibile per la pace tra gli uomini e i popoli. “Solo una persona riconciliata è capace di vivere in modo disarmato e disarmante”, ha spiegato. Chi abbandona le armi dell’orgoglio e si lascia rinnovare dal perdono diventa un vero operatore di riconciliazione nella vita quotidiana.
Interrogandosi sull’atteggiamento di quei cristiani con responsabilità dirette nei conflitti armati, il Pontefice ha chiesto se essi abbiano il coraggio e l’umiltà di compiere un serio esame di coscienza e di confessarsi. Questo richiamo giunge in un momento in cui la Chiesa ribadisce, anche attraverso l’enciclica Laudato si’, l’importanza di una conversione personale e collettiva che abbracci la cura della “casa comune” e la solidarietà tra i popoli.





