Roma, 13 marzo 2026 – Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commentato con cautela l’applicazione francese che valuta i valori nutrizionali degli alimenti, sottolineando come essa si differenzi dal sistema Nutri-score e come l’Italia stia lavorando a strumenti alternativi per informare i consumatori in modo più dettagliato e scientificamente accurato.
Lollobrigida: “La nuova app entra nel dettaglio, Nutri-score penalizza i prodotti italiani”
Intervenuto in risposta a un’interrogazione del presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, Lollobrigida ha spiegato che la nuova applicazione francese non suscita allarme perché offre un’analisi più approfondita del singolo prodotto rispetto al Nutri-score, che invece adotta un sistema a semaforo con colori che spesso inducono percezioni ingannevoli.
«Il Nutri-score dà un impatto immediato basato su un colore: il rosso fa pensare che un prodotto sia pericoloso per la salute, mentre il verde suggerisce che faccia bene», ha affermato il ministro. Tuttavia, secondo Lollobrigida, l’algoritmo su cui si basa il Nutri-score è «completamente sbagliato», citando come esempio prodotti tipici italiani come il parmigiano reggiano e alcuni oli d’oliva, spesso classificati come poco salutari, a differenza di prodotti industriali creati in laboratorio che invece risultano favoriti dal sistema.
«Il Nutri-score avvantaggia i prodotti industriali invece che un’alimentazione corretta e bilanciata», ha aggiunto, ribadendo come l’Italia stia lavorando a un sistema di etichettatura informativa che valorizzi la qualità e la tradizione dei prodotti italiani. Lollobrigida ha inoltre sottolineato che un’informazione trasparente e dettagliata sui prodotti italiani è un vantaggio per il Made in Italy, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.
Settore alimentare italiano da record e sfide sui dazi
Parallelamente al dibattito sull’etichettatura, il ministro ha affrontato anche la questione dei dazi nel settore del vino, rassicurando che non si registrano particolari variazioni nei risultati dell’export italiano nonostante le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
«Lavorando con metodo e senza strepiti si ottengono risultati migliori rispetto a chi propone conflitti commerciali», ha dichiarato Lollobrigida a margine degli Oscar Green di Coldiretti. Ha evidenziato l’importanza di implementare rapporti commerciali proficui tra nazioni democratiche per garantire prosperità alle aziende italiane e offrire ai consumatori prodotti di alta qualità.
Lollobrigida ha inoltre ricordato che, oltre ai dazi, la svalutazione del dollaro di circa il 20% negli ultimi mesi ha ridotto il potere d’acquisto dei consumatori statunitensi. Questa dinamica influisce non solo sui prodotti italiani, ma su tutte le importazioni da Paesi con monete più forti.
Il quadro positivo del settore agroalimentare italiano è confermato anche dai dati più recenti: nel 2024 il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto quasi 200 miliardi di euro con un export record di 57 miliardi, come evidenziato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la Giornata nazionale del Made in Italy. L’Italia si conferma il quarto esportatore mondiale nel settore, grazie a un mix di tradizione, qualità e innovazione tecnologica.
La difesa del Made in Italy passa anche attraverso una forte opposizione al sistema Nutri-score, considerato fuorviante e penalizzante per i prodotti italiani. Il sottosegretario Luigi D’Eramo ha ribadito la necessità di evitare una guerra dei dazi e di adottare etichettature informative che rispettino la qualità e la cultura alimentare italiana.
In questo contesto, il governo italiano sta lavorando a una modifica costituzionale per inserire il principio della sovranità alimentare e la tutela dei prodotti nazionali, come ha annunciato lo stesso Lollobrigida, in modo da tutelare la sana alimentazione e la tradizione culinaria italiana di fronte alle normative europee.






