Roma, 23 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha riconosciuto pubblicamente che i toni utilizzati nell’ambito delle discussioni sul referendum abrogativo sono stati troppo accesi, invitando a un confronto più sobrio e concentrato sui contenuti. Lo ha dichiarato nel corso del Forum ANSA, sottolineando inoltre la sua convinzione riguardo alla vittoria del “Sì” al voto popolare.
Nordio: toni e polemiche sul CSM
Durante il suo intervento, Nordio ha espresso un’ammissione di eccesso nei toni usati, soprattutto da parte di alcuni magistrati: “Abbiamo tutti esagerato nei toni. Devo dire che alcuni toni sono stati particolarmente antipatici, soprattutto quando arrivano da magistrati“. Il guardasigilli ha quindi rivolto un appello a orientare il dibattito esclusivamente sui contenuti delle riforme proposte, lasciandosi alle spalle le polemiche.
Riguardo all’esito del referendum abrogativo sulla giustizia, il ministro si è detto “arcisicuro che vincerà il Sì“. Tuttavia, ha precisato che il governo “non ha paura di perdere” e non necessita di un rafforzamento parlamentare derivante dalla consultazione referendaria.
In merito alla recente controversia legata alle sue parole sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), Nordio ha chiarito di essere in “perfetta e rispettosissima sintonia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella” e di auspicare la chiusura della polemica. Ha spiegato che l’intervento contestato era una citazione di un noto magistrato e non un rimprovero personale, ringraziando il Capo dello Stato per il sostegno ricevuto.
La riforma non limita l’autonomia della magistratura
Il ministro ha sottolineato che “in questo dibattito ognuno ha i suoi testimonial, tutti rispettabili. Nel contenuto vorrei sapere da dove traggono la conclusione che vogliamo limitare l’autonomia della magistratura o sottoporla al potere esecutivo“.
Il ministro Nordio ha evidenziato come la riforma abbia in realtà elevato il ruolo del pubblico ministero allo stesso livello del giudice, garantendo a entrambi indipendenza e autonomia. “Per ora nessuno può in buona fede sostenere che da questo testo si possa estrapolare qualcosa del genere“, ha aggiunto il Guardasigilli.
Il decreto sicurezza approvato lo scorso 5 febbraio non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: “è in fase di bollinatura, ma escludo ci siano difficoltà. A volte passano giorni perchè la bollinatura è una procedura complessa, per me anche superata dai tempi“. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio al Forum ANSA.
Il profilo di Carlo Nordio e il ruolo di ministro della Giustizia
Carlo Nordio, nato a Treviso nel 1947, è ministro della Giustizia dal 22 ottobre 2022 nel governo guidato da Giorgia Meloni. Ex magistrato con una lunga carriera giudiziaria alle spalle, ha coordinato importanti indagini, tra cui quelle sulle Brigate Rosse venete e il Mose di Venezia. Laureato in giurisprudenza all’Università di Padova, è stato eletto deputato nel 2022 con Fratelli d’Italia.
Nel suo mandato di ministro, Nordio ha promosso una riforma che ha abolito il reato di abuso d’ufficio e ha introdotto modifiche nelle procedure di appello e nell’uso delle intercettazioni. Si è inoltre distinto come figura chiave del Comitato “Sì per la Libertà, Sì per la Giustizia” a sostegno del referendum.
La sua posizione rigorosa e liberale, unita a un rapporto di collaborazione istituzionale con il presidente Mattarella, segna un momento di dialogo e di riorientamento nel dibattito sulla giustizia in Italia.






