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Nordio sulle critiche di Barbero: “Le interpretazioni degli storici sono spesso soggettive ed eccentriche”

Nel dibattito sulla riforma della Giustizia, Nordio replica alle critiche di Barbero sottolineando la soggettività delle letture storiche e illustrando i risultati raggiunti dal ministero

by Alessandro Bolzani
21 Gennaio 2026
Nordio sul referendum sulla giustizia

Nordio sul referendum sulla giustizia | ANSA/FABIO FRUSTACI - alanews

Roma, 21 gennaio 2026 – Nel corso della sua replica alla Camera dopo la relazione sulla riforma della Giustizia, il ministro Carlo Nordio ha risposto ad alcune osservazioni dello storico Alessandro Barbero, recentemente critico nei confronti della separazione delle carriere nella magistratura. Nordio ha sottolineato come gli storici possano offrire interpretazioni eccentriche degli eventi, citando esempi illustri come Erodoto e lo storico inglese Taylor, che attribuiva la Seconda Guerra Mondiale all’aggressività delle potenze occidentali.

La critica di Nordio

Il ministro della Giustizia, nel suo intervento parlamentare, ha evidenziato che non intendeva aprire una polemica con Barbero, ma semplicemente richiamare l’attenzione sulla natura spesso soggettiva di alcune interpretazioni storiche. “Gli storici danno interpretazioni eccentriche sugli eventi“, ha affermato Nordio, ricordando come persino figure di riferimento come Erodoto abbiano basato le loro narrazioni su elementi come gli oracoli. Infatti, questa diversità di visione è stata utilizzata per contestualizzare le critiche rivolte alla riforma della Giustizia, in particolare sulla questione della separazione delle carriere giudiziarie.

I risultati ottenuti dal ministero della giustizia

Nel medesimo discorso, Carlo Nordio ha illustrato i progressi ottenuti dal ministero della Giustizia sotto la sua guida, evidenziando diversi punti chiave del suo operato:

  • Nessuna incarcerazione per i rave party da quando è stata introdotta una specifica legge, dimostrando l’efficacia preventiva e deflattiva della norma;
  • Stabilizzazione di oltre 6.000 precari negli Uffici del processo, assunti grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con l’impegno di estendere la stabilizzazione anche agli altri lavoratori precari;
  • La riduzione significativa dei tempi di trattazione dei processi: nel settore civile, il disposition time è calato del 27,8% rispetto al 2019, e nel penale del 37,8%, superando gli obiettivi fissati dal Piano;
  • La digitalizzazione dei fascicoli giudiziari ha superato il target previsto, con oltre 7,8 milioni di fascicoli digitalizzati entro il 31 dicembre 2025;
  • Riqualificazione di 289mila metri quadri di edifici giudiziari entro il primo trimestre del 2026, con tutti i 60 interventi previsti in corso di esecuzione o già completati;
  • Incremento del personale Pnrr: al 31 ottobre 2025, sono in servizio 11.650 unità, superando il target iniziale di 10mila;
  • Nel settore minorile, pur con un aumento delle presenze negli Istituti Penali Minorili, si è mantenuto un modello incentrato sulle misure alternative alla detenzione, con 141.458 minori e giovani adulti presi in carico dai servizi di comunità.

Il ministro ha inoltre evidenziato una diminuzione del 10% dei suicidi in carcere nel 2025, risultato frutto di un piano specifico di prevenzione e contrasto. Il lavoro esterno dei detenuti è cresciuto del 15%, contribuendo al reinserimento sociale.

Le polemiche e le posizioni politiche

Nordio ha respinto le accuse di inadempienze rispetto agli obblighi del Pnrr, sottolineando come i dati ufficiali dimostrino il raggiungimento e il superamento degli obiettivi fissati, con una gestione finanziaria trasparente e efficiente. Ha definito “stravaganti” le critiche mosse dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), che recentemente aveva chiesto un’audizione alla Commissione Europea per denunciare presunte inadempienze.

In merito alle critiche politiche, il ministro ha ricordato che molti esponenti dell’opposizione, pur essendo favorevoli alla riforma, votano “no” per ragioni politiche. Ha citato il caso dell’onorevole Bettini, che avrebbe sostenuto la riforma ma ha annunciato un voto contrario per schieramento politico.

Infine, Nordio ha ribadito l’importanza della certezza della pena, anche per i minori, spiegando che l’equilibrio tra proporzionalità e efficacia della sanzione è fondamentale nella giustizia minorile: “Non c’è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato”.

Tags: Alessandro BarberoCarlo NordioReferendum Giustizia

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