Cortina d’Ampezzo, 19 febbraio 2026 – In vista del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia in programma per il 22 e 23 marzo, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha ribadito l’importanza di un approccio sereno e non politicizzato alla consultazione popolare. Nel corso della sua visita a Casa Italia a Cortina d’Ampezzo (Belluno), il guardasigilli ha espresso la ferma convinzione che il voto non debba trasformarsi in un plebiscito pro o contro il governo o la premier Giorgia Meloni, come accaduto in passato con altre consultazioni referendarie.
Nordio: “Nessun effetto sul governo dall’esito del referendum“
Carlo Nordio ha sottolineato che un’eventuale sconfitta al referendum sarebbe impossibile e, comunque, non avrebbe ripercussioni sul governo attuale. Allo stesso modo, una vittoria, che il ministro ritiene certa, non sarà usata per creare tensioni o atteggiamenti punitivi nei confronti della magistratura. Questo referendum, ha spiegato Nordio, riguarda la riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura requirente, un tema cruciale per l’assetto del sistema giudiziario italiano.

Apertura al dialogo per le norme attuative
Il ministro ha annunciato che il giorno successivo alla vittoria referendaria verrà aperto un “tavolo di confronto” dedicato alle norme attuative della riforma, ritenute quasi importanti quanto la riforma stessa. Questo tavolo coinvolgerà rappresentanti della magistratura, del mondo accademico e dell’avvocatura, con l’obiettivo di garantire un dialogo costruttivo e condiviso per l’applicazione concreta delle nuove disposizioni costituzionali.
Nordio ha ribadito l’importanza di un dibattito pacato e razionale, basato su argomentazioni giuridiche e costituzionali, senza lasciarsi trascinare da emotività o strumentalizzazioni politiche. Il ministro, ex magistrato e attuale esponente di Fratelli d’Italia, è da tempo uno dei principali promotori del “Sì” al referendum, che mira a ridefinire l’organizzazione interna della magistratura e a rafforzare la sua autonomia attraverso meccanismi di autogoverno distinti per giudici e pubblici ministeri.
La riforma, già approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, prevede anche l’istituzione di una Corte disciplinare di rango costituzionale per gestire i procedimenti disciplinari con maggiore indipendenza dagli organi di governo delle carriere. Il referendum è confermativo e non prevede quorum: sarà valido qualunque sia la partecipazione, decidendo l’esito la maggioranza dei voti validi espressi.






