Roma, 30 gennaio 2026 – Durante la cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha risposto con fermezza alle polemiche suscitate negli ultimi giorni in merito a presunte interferenze illecite sull’attività della magistratura. Le accuse, basate su un’inchiesta di Report che sosteneva l’esistenza di un software spia sui computer dei magistrati, sono state definite da Nordio come “ripugnanti insinuazioni” e non degne di una risposta dettagliata.
Nordio respinge le accuse di interferenze sulla magistratura
Nel suo intervento, Nordio ha sottolineato il rispetto assoluto per l’indipendenza e la sovranità della magistratura, ribadendo che il ministero non ha mai avuto alcun coinvolgimento in presunti atti di interferenza. “Troverei irriguardoso soffermarmi a smentire alcuni ripugnanti insinuazioni che in questi giorni sono state diffuse sull’ipotesi di interferenze illecite, da parte nostra, sull’attività esclusiva e sovrana della magistratura”, ha affermato il Guardasigilli.
Il ministro ha inoltre definito “blasfemo” il pensiero che la riforma della giustizia voluta dal governo possa minare l’indipendenza e l’autonomia delle toghe, riaffermando la sua posizione a tutela del corretto funzionamento della giustizia.

Referendum sulla riforma e dialogo istituzionale
Riguardo al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, Nordio ha chiarito che in caso di vittoria del No, il governo rispetterà la decisione popolare e resterà “fermo al nostro posto”. Al contrario, se vincerà il Sì, il ministero avvierà un dialogo costruttivo con magistratura, mondo accademico e avvocatura per elaborare le norme attuative necessarie. Il ministro ha auspicato che il dibattito continui “nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza”, sottolineando la necessità di confronti privi di rancori o retropensieri elettorali.
L’evento si è svolto in un clima teso, segnato anche da recenti tensioni tra magistrati e avvocati a Milano, dove la “contro-inaugurazione” dell’anno giudiziario organizzata dai penalisti ha visto la diserzione di importanti vertici giudiziari, che hanno espresso disagio per un clima di delegittimazione dell’istituzione giudiziaria.
Carlo Nordio, in carica dal 22 ottobre 2022 come Ministro della Giustizia nel governo Meloni, ha una lunga carriera da magistrato e procuratore aggiunto, con un impegno costante per la riforma e il miglioramento del sistema giudiziario italiano.





