Roma, 5 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha ribadito la necessità urgente di una riforma costituzionale per introdurre un sistema di controlli più efficace sulla magistratura, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. L’intervento del Guardasigilli si inserisce nel dibattito in corso sulla riforma della giustizia, che sarà oggetto di referendum popolare nei giorni 22 e 23 marzo, una data confermata recentemente dal Tar del Lazio nonostante i ricorsi presentati da un comitato di giuristi contrari.
Nordio: “Chi controlla la magistratura?”
Nordio ha evidenziato un problema centrale: “Chi controlla la polizia? La controlla la magistratura. E chi controlla la magistratura?” ha chiesto provocatoriamente il ministro, sottolineando che attualmente la magistratura si controlla da sola all’interno del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e della sua sezione disciplinare, definita dal ministro una “giustizia domestica”.
Proprio per superare questa situazione di autoreferenzialità, la riforma prevede l’istituzione di un’Alta Corte indipendente e autonoma, non soggetta alle pressioni delle correnti interne, che potrà esercitare un controllo effettivo sulla magistratura senza compromessi. Nordio ha insistito sul fatto che questa nuova istituzione garantirà un equilibrio tra autonomia e controllo, fondamentale per il buon funzionamento dello Stato di diritto.
Il ministro ha inoltre ricordato il suo libro appena pubblicato, Una nuova giustizia, dove approfondisce le ragioni e le necessità di questa riforma, presentato alla Camera in un evento con la giornalista Gaia Tortora, figlia di Enzo Tortora, la cui vicenda giudiziaria rappresenta un simbolo della malagiustizia italiana.
Prevenzione e sicurezza: evitare il ritorno delle Brigate Rosse
Nordio ha dedicato un passaggio anche alla sicurezza, richiamando la necessità di un’attività preventiva per evitare il ritorno di episodi simili a quelli degli anni di piombo. Ha ricordato il fenomeno delle Brigate Rosse, sottolineando come la loro ascesa fosse stata favorita da una scarsa attenzione dello Stato verso certe forme di violenza e aggressività.
Il ministro ha espresso la volontà di evitare che simili “tristi momenti” possano ripetersi, puntando su norme efficaci e una giustizia più efficiente. Nel contesto attuale, ha precisato, il decreto sicurezza e le nuove misure introdotte mirano a rafforzare la prevenzione e a garantire maggiore tutela alle forze dell’ordine.
Registro separato per cause di giustificazione e chiarimenti sulla nuova norma
Sul fronte delle novità legislative, Nordio ha spiegato la creazione di un registro separato per i reati commessi con “causa di giustificazione”, un provvedimento volto a evitare che un pubblico ministero possa prolungare indefinitamente gli accertamenti su una persona senza che vi siano reali motivi.
Ha chiarito che questa norma non costituisce uno “scudo penale”, termine improprio perché non implica impunità, ma mira a tutelare i cittadini da un uso eccessivo e ingiustificato delle procedure investigative che, nel tempo, hanno generato condanne mediatiche e professionali anticipatorie.
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