Roma, 2 febbraio 2026 – Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è intervenuto oggi a Radio 24 per chiarire la posizione del governo sul referendum in corso riguardante la riforma della magistratura. Nel suo intervento, Nordio ha sottolineato che in caso di vittoria del No, l’esecutivo non intende lasciare la guida del paese.
Referendum sulla riforma della magistratura: la posizione di Nordio
Secondo Nordio, la proposta di legge, inclusa nel programma elettorale della coalizione di governo, ha subito la reazione immediata della magistratura associata e dei sindacati, che hanno indetto uno sciopero, precludendo ogni forma di dialogo. Il ministro ha evidenziato che, qualora dovesse prevalere il Sì, sarà necessario sedersi “lealmente attorno a un tavolo” per discutere senza però sovvertire la riforma approvata dal popolo. In caso contrario, se vincerà il No, “le cose resteranno come prima” e il governo ne prenderà atto con rispetto, senza che ciò comporti una crisi o un cambio della maggioranza.
“Non è affatto un referendum politico e non è che cambieremo maggioranza o che ce ne andremo dal governo”, ha affermato con fermezza Nordio, smentendo così eventuali speculazioni politiche.
Sorteggio dei membri politici per il CSM: opzioni ancora in valutazione
Un altro tema affrontato dal ministro riguarda il sorteggio per la nomina dei membri politici del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Nordio ha spiegato che per i magistrati il bacino di sorteggio è molto ristretto, in quanto devono avere almeno 15-20 anni di esperienza e una valutazione positiva da parte del Consiglio.
Per quanto riguarda i politici, il ministro ha dichiarato che sono consapevoli delle criticità e stanno discutendo le varie opzioni per individuare un sistema che tenga conto anche dei diritti delle minoranze parlamentari, evitando di privilegiare la maggioranza di governo oltre la proporzione numerica fisiologica. Questo sistema sarà definito nella legge attuativa, sviluppata attraverso un dialogo con le diverse forze politiche.
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