Roma, 13 marzo 2026 – Nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 dell’Avvocatura italiana tenutasi all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha voluto chiarire alcuni aspetti fondamentali riguardanti la riforma della magistratura in discussione.
Il sorteggio nella riforma della magistratura
Il Ministro ha specificato che il sorteggio previsto dalla riforma non sarà affatto un meccanismo “anomalo”. «Sarà un sorteggio nell’ambito di un canestro», ha spiegato Nordio, riferendosi sia all’Alta corte disciplinare sia ai due Consigli superiori della magistratura. Il canestro, ha aggiunto, sarà composto da magistrati in misura superiore rispetto ai rappresentanti eletti dal Parlamento, garantendo così un equilibrio e una prevalenza della componente magistratuale rispetto a quella politica.
Inoltre, i magistrati sorteggiati per l’alta corte non saranno scelti casualmente come “dadi”, ma tra coloro che vantano almeno vent’anni di esperienza. «Per definizione tutti bravissimi, preparatissimi e diligentissimi», ha sottolineato, escludendo quindi il rischio che il sorteggio possa portare a una competenza insufficiente di chi deve giudicare.
Nordio difende l’indipendenza della magistratura
Durante il suo intervento, Nordio ha anche risposto alle critiche che lo accusano di voler sottoporre la magistratura al potere esecutivo. «Dovessi tornare indietro rifarei il magistrato e tornerei a rischiare la vita come ho fatto per le Brigate Rosse», ha affermato, dichiarandosi ferito da un’accusa che considera ingiusta.
Ha sottolineato come una magistratura soggetta all’esecutivo comprometterebbe il ruolo degli avvocati e la libertà del giudice, richiamandosi a esempi storici di processi celebri come quelli di Gesù, Galileo e Socrate, per ribadire l’importanza di un giudice libero, indipendente e autonomo.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Referendum giustizia, Meloni: “Non mi dimetto se vince il No”






