Padova, 20 marzo 2026 – A poche giornate dal voto referendario, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso fiducia nel successo del “sì” alla riforma costituzionale, sottolineando che gli effetti positivi si renderanno evidenti già dal giorno successivo al voto. L’intervento è avvenuto nel corso di un evento di mobilitazione organizzato da Fratelli d’Italia a Padova, a pochi giorni dalla consultazione referendaria prevista per domenica e lunedì prossimi.
Immediati effetti della vittoria del “sì” e tavolo di confronto
Secondo Nordio, la vittoria del “sì” sarà seguita dalla convocazione di un tavolo di confronto e discussione che coinvolgerà la magistratura, l’avvocatura e il mondo accademico per definire le norme di attuazione della riforma, ritenute quasi altrettanto importanti del testo costituzionale modificato. Il ministro ha inoltre auspicato un clima di dibattito civile e pacato, citando positivamente il confronto avuto con il professor Grosso.
Nordio ha sottolineato inoltre che il “sì” gode del sostegno di autorevoli personalità del mondo accademico e giuridico, tra cui i professori Barbero, Baldassarre e Ceccanti, nonché esponenti di diverse aree politiche come Parisi e Marco Rizzo, smontando le accuse di voler stravolgere la Costituzione o di subordinare la magistratura al potere esecutivo.
Nordio promette un rafforzamento dell’organico della magistratura
Durante il medesimo evento, il Ministro ha annunciato un impegno storico per la magistratura italiana: entro la fine del 2026 verranno colmati i vuoti di organico pari a 1.500 unità, mai prima d’ora coperti in modo così consistente. Sono in corso cinque concorsi per nuovi magistrati, di cui due già conclusi e tre in fase finale, che permetteranno di rafforzare tutti i tribunali italiani, migliorando così il funzionamento della giustizia.
Carlo Nordio, ex magistrato con una lunga esperienza in indagini di rilievo e attuale ministro della Giustizia nel governo Meloni, ha posto la riforma e il potenziamento del sistema giudiziario al centro della sua agenda politica. La consultazione referendaria rappresenta un passaggio cruciale per il futuro della giustizia italiana, e il ministero è pronto a tradurre il voto in azioni concrete e tempestive.
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