Roma, 25 marzo 2026 – Nel corso del question time alla Camera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato al centro di un acceso dibattito sulle recenti vicende che hanno coinvolto il suo dicastero. Le interrogazioni dei deputati hanno toccato temi sensibili, tra le dimissioni del sottosegretario Delmastro e di Giusy Bartolozzi, e le critiche alle riforme giudiziarie promosse dal governo.
Le critiche dell’opposizione e le richieste di dimissioni
Il deputato Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha duramente contestato la gestione ministeriale durante il question time: “Comprendo sinceramente la sua difficoltà e il suo imbarazzo, però non siamo in un film comico: in quest’Aula lei qualcosa deve dire”, ha esordito rivolgendosi a Nordio. Fratoianni ha chiesto un giudizio politico sulle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, definendo “ridicole” le motivazioni ufficiali di dimissioni spontanee. “Ci faccia sapere qual è il suo giudizio politico su quelle dimissioni. Se non è in grado di farlo, faccia un favore al Paese e si dimetta anche lei” ha concluso.
Dal fronte di Più Europa, il segretario Riccardo Magi ha sottolineato il fallimento dell’azione ministeriale rispetto agli impegni presi in campagna elettorale e dopo il referendum sulla giustizia. “Avete trasformato una campagna per il giusto processo in una campagna giustizialista”, ha attaccato Magi, chiedendo esplicitamente le dimissioni del ministro: “Quando una nave imbarca acqua da tutte le parti non serve buttar giù qualche ufficiale per fare finta che la situazione sia sotto controllo. Il Ministro prenda atto di questo fallimento politico e si dimetta”.
Le tensioni in aula sono proseguite con schermaglie tra maggioranza e opposizione: una deputata di maggioranza ha manifestato sostegno a Nordio tra gli applausi, ma la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha risposto con urla di “dimissioni subito”. Da parte della maggioranza è arrivata una replica ironica che ha citato la separazione delle carriere nella magistratura, innescando ulteriori polemiche.
Le risposte del ministro Nordio: dimissioni non previste e piano carceri
Rispondendo alle interrogazioni, il ministro Nordio ha confermato che le dimissioni del sottosegretario Delmastro sono state già presentate e che, pertanto, “viene meno la materia del contendere”. Sul tema delle sue stesse dimissioni, Nordio ha chiarito che “non è previsto in nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo”. Ha ricordato che “la fiducia è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente del Consiglio”.
Riguardo al caso Bartolozzi, il ministro ha difeso l’ex sottosegretaria sottolineandone la dignità e l’onore con cui ha svolto le sue funzioni: “Il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità. Confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali che hanno investito la sua persona e tutto il ministero. A lei va il più sentito ringraziamento mio per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo”.
Nordio ha inoltre espresso il suo “più grande rammarico” per la frase attribuitagli erroneamente sulla para mafiosità del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), precisando che si trattava invece di una citazione di un magistrato e che lui l’ha smentita ripetutamente.
Emergenza sovraffollamento delle carceri
Sul piano infrastrutturale, il ministro ha annunciato un ambizioso programma per affrontare l’emergenza sovraffollamento carcerario, con un investimento complessivo di circa 900 milioni di euro. L’obiettivo è la creazione di oltre 10.000 nuovi posti detentivi entro la fine del 2027. Il piano prevede anche il recupero di posti nelle sezioni fuori uso, interventi mirati alla giustizia minorile e il recupero di moduli e padiglioni carcerari con coperture finanziarie dettagliate. Per il 2025 sono previsti oltre 580 nuovi posti, per il 2026 4.220, e oltre 5.800 per il 2027.
Il ministro ha chiarito che le dimissioni di un titolare del dicastero dipendono da ragioni di opportunità e non solo formali. Al momento, ha affermato, non vi sono motivi per lasciare la carica, anche perché la fiducia del governo e della presidente del Consiglio è stata confermata.
Il confronto parlamentare di oggi ha quindi messo in luce le profonde divisioni tra maggioranza e opposizione sulla gestione della giustizia e sulle implicazioni politiche delle recenti dimissioni, mentre il ministro Nordio ha ribadito la sua volontà di proseguire l’azione di governo, soprattutto sul fronte della riforma delle carceri e della lotta al sovraffollamento.






