Niscemi, 16 febbraio 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta questa mattina a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, per un sopralluogo nelle zone colpite dalla frana che da settimane minaccia il centro abitato. Accompagnata dal capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e accolta dal sindaco Massimiliano Conti, la premier ha visitato le aree più critiche e ha incontrato un gruppo di cittadini sfollati presso il Municipio.
La visita di Giorgia Meloni a Niscemi e le dichiarazioni sulla gestione della frana
Durante la ricognizione sul fronte della frana, la premier Meloni ha sottolineato l’importanza di non forzare i tempi per la definizione della fascia di rispetto, fondamentale per la sicurezza degli abitanti. “Non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, ma sui dati tecnici”, ha dichiarato. “Se forzassi le decisioni per dare risposte più rapide mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini, sarei una pazza. Non voglio e non posso dare oggi una tempistica di cui non sono certa”.
Nel corso della visita, Meloni ha annunciato l’arrivo di 150 milioni di euro destinati al comune di Niscemi per interventi urgenti: demolizione degli edifici pericolanti, messa in sicurezza del territorio e acquisto di nuove abitazioni per le famiglie sfollate. Inoltre, è stata nominata una figura chiave per la gestione dell’emergenza: il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano sarà il commissario straordinario per Niscemi, incarico previsto nel decreto legge in arrivo mercoledì.
Il contesto dell’emergenza e le criticità emerse
La situazione a Niscemi è particolarmente delicata: il movimento franoso, attivo da tempo, ha provocato l’abbandono di circa 1.500 residenti e il crollo di una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, simbolo della grave instabilità del terreno. Le continue piogge degli ultimi giorni hanno accelerato il fenomeno di erosione, aumentando il rischio di ulteriori arretramenti della frana, stimati in alcune decine di metri in superficie. Secondo gli esperti, la zona rossa è attualmente fissata a 150 metri dal fronte di frana, ma si teme un peggioramento della situazione.
Nonostante la gravità del quadro, la premier ha ribadito che non ci sono state segnalazioni di rischio da parte delle autorità competenti dal 2018, come confermato dalla Struttura commissariale per il dissesto idrogeologico della Regione Sicilia. Nel frattempo, la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento, al fine di accertare eventuali responsabilità nella gestione della crisi.
Il sindaco Conti, che ha accolto Meloni all’arrivo, ha espresso determinazione nel non arrendersi di fronte all’emergenza: “Non ci fermiamo e non molliamo”. La premier ha inoltre visitato il Centro operativo comunale, dove ha preso parte a una riunione con rappresentanti dell’Esercito, Protezione civile e Anas per coordinare gli interventi.
Infine, va segnalato che l’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno con voto segreto, proponendo di destinare 1,3 miliardi di euro stanziati per il Ponte sullo Stretto a programmi di ricostruzione e messa in sicurezza del territorio colpito dal ciclone Harry, che ha aggravato la situazione ambientale nella zona.
Le misure finanziarie e il commissariamento straordinario
La visita della premier ha portato all’annuncio di un significativo stanziamento di 150 milioni di euro per Niscemi, somma che si aggiunge ai precedenti 100 milioni stanziati per l’emergenza maltempo che ha interessato anche Sicilia, Calabria e Sardegna. Questi fondi saranno utilizzati su tre direttrici principali: la demolizione degli edifici pericolanti, la messa in sicurezza del territorio e l’acquisto di nuove abitazioni per gli sfollati.
La nomina di Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, come commissario straordinario per la gestione dell’emergenza, rappresenta un passo fondamentale per un coordinamento efficace degli interventi, che dovranno essere basati su dati tecnici e scientifici rigorosi.
Il quadro geologico e le difficoltà tecniche
La frana di Niscemi interessa un costone di sabbia e argilla che si è lentamente sgretolato, aggravato dalle intense precipitazioni degli ultimi giorni. Il movimento franoso ha causato la perdita di stabilità di numerosi edifici, con un arretramento della frattura stimato già in un chilometro in una sola notte e un innalzamento dell’altezza del costone da 7-15 metri fino a 30-45 metri.
Gli esperti segnalano la necessità di un intervento urgente per deviare le acque piovane, che penetrano nel terreno instabile e ne accelerano il cedimento. È stato ipotizzato un sistema di canalette di drenaggio lungo quattro chilometri per convogliare le acque verso i canali naturali, riducendo così il rischio di ulteriori smottamenti.
La situazione resta in evoluzione e gli enti coinvolti mantengono alta l’attenzione per garantire la sicurezza della popolazione e la tutela del territorio.






