Roma, 11 gennaio 2026 – Una tragedia sul lavoro scuote la vigilia delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni originario di Brindisi, è morto durante il suo turno di notte in un cantiere di Cortina d’Ampezzo, dove si stanno realizzando le infrastrutture per i Giochi olimpici. L’uomo, impiegato con un contratto a termine prorogato, aveva più volte segnalato alle famiglie le difficili condizioni di lavoro, aggravate dalle temperature rigide che hanno raggiunto anche i 12 gradi sotto zero.
Le circostanze della morte di Pietro Zantonini
Zantonini lavorava in un gabbiotto riscaldato con una stufetta e, ogni due ore, usciva per effettuare le ricognizioni di sorveglianza nel cantiere dello stadio del ghiaccio, dove si svolgeranno le gare di curling, la prima disciplina olimpica in programma. Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, durante un turno particolarmente freddo, ha accusato un malore che lo ha portato alla morte nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi. I colleghi hanno chiamato il 118 dopo aver ricevuto una sua telefonata di aiuto poco prima delle 2. La salma è stata posta sotto sequestro e sarà sottoposta ad autopsia per chiarire le cause del decesso. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, ha presentato formale denuncia e chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto, sottolineando che Zantonini aveva espresso preoccupazioni riguardo ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele.
Reazioni istituzionali e politiche
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso il suo cordoglio sui social, definendo la vicenda «il Paese reale con cui dobbiamo fare i conti» e annunciando l’impegno del Movimento a pretendere una rapida chiarezza sull’accaduto. Conte ha sottolineato la necessità di rafforzare le tutele per i «tanti lavoratori invisibili» sottoposti a precarietà e condizioni di lavoro difficili. Anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha manifestato «profondo dolore» e ha chiesto informazioni dettagliate sull’incidente, ribadendo che la sicurezza sul lavoro deve essere prioritaria rispetto alla velocizzazione delle opere. Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito «inaccettabile» la scia di lutti sul lavoro in regione, mentre la Cgil di Belluno e i sindacati regionali hanno evidenziato la criticità delle condizioni lavorative nei cantieri olimpici, soprattutto nel settore della vigilanza privata.
Filcams Cgil: “La morte di Zantonini è una conseguenza della precarietà lavorativa”
Secondo la Filcams Cgil, la morte di Zantonini è la conseguenza diretta della precarietà lavorativa e della mancanza di tutele fondamentali. L’uomo, assunto con contratti a termine e costretto a rinegoziare continuamente la propria posizione, ha lavorato in condizioni proibitive, trascorrendo le notti all’aperto in un gabbiotto riscaldato solo da una stufetta, con temperature che hanno raggiunto i -16 gradi.





