Roma, 17 febbraio 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, torna a puntare il dito contro una parte della magistratura, definita “politicizzata”, che a suo avviso continua a ostacolare le iniziative del governo in materia di immigrazione. In un video pubblicato sui social, Meloni ha ribadito la determinazione dell’esecutivo nel rafforzare i rimpatri e nel contrastare l’immigrazione irregolare per garantire sicurezza e legalità ai cittadini italiani.
La posizione di Giorgia Meloni sull’immigrazione e la magistratura
Nel suo intervento, la premier ha sottolineato come gli italiani abbiano scelto il centrodestra anche per ristabilire regole chiare e farle rispettare. Tuttavia, ha denunciato che “una parte politicizzata della magistratura continua a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa”. Meloni ha fatto riferimento a un caso emblematico, quello di un cittadino algerino irregolare in Italia, con un passato giudiziario che conta 23 condanne, tra cui lesioni per aggressione a una donna. Secondo la premier, questo individuo non potrà essere trattenuto nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) né espulso in Albania, e paradossalmente il Ministero dell’Interno sarebbe addirittura obbligato a risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione.
Le strategie del governo per la gestione dei flussi migratori
Meloni ha assicurato che il governo continuerà a lavorare con determinazione per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, anche attraverso iniziative europee volte a velocizzare le procedure e garantire rimpatri effettivi. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare la sicurezza dei cittadini e la legalità, accogliendo “chi ha diritto” e respingendo chi non intende rispettare le leggi italiane.
Il tema dell’immigrazione rimane centrale nel dibattito politico italiano, in un contesto internazionale segnato da flussi migratori complessi e da crescenti sfide legate alla gestione e all’integrazione. Le parole di Meloni riflettono la linea dura adottata dall’attuale governo, che si confronta con le delicate dinamiche tra poteri dello Stato e con le pressioni dell’opinione pubblica su sicurezza e ordine pubblico.






