Attorno alle 11:15 di venerdì 9 gennaio, a Roma è iniziata la conferenza stampa di inizio anno della presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni. La premier ha aperto quello che ormai è diventato un appuntamento annuale ringraziando il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli e il presidente della Stampa parlamentare, Signore, per l’organizzazione dell’incontro. Meloni ha sottolineato come, grazie a questa iniziativa, sia nata una nuova tradizione che si rinnova ogni anno.
Nel suo intervento, la premier ha espresso apprezzamento per il lavoro del governo e per l’impegno assunto proprio in quella sede a tutela degli operatori dell’informazione impegnati nelle aree più sensibili del pianeta. Ha ricordato i giornalisti che hanno perso la vita nei teatri di guerra, richiamando i dati citati dal presidente Bartoli e ribadendo la propria solidarietà e riconoscenza nei confronti di quei colleghi che consentono di raccontare realtà che altrimenti resterebbero invisibili.
Meloni: “Non credo che gli Usa attaccheranno la Groenlandia”
Parlando della Groenlandia, Meloni ha dichiarato di non credere “nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei” e “che non converrebbe a nessuno”. Ha sottolineato che “l’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l”amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l’attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. È un’area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive”.
Ucraina, Meloni: “Non ritengo necessario l’invio di soldati”
Meloni ha anche risposto a una domanda sull’eventuale invio di truppe italiane in Ucraina, dichiarando che “non c’è un’opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell’ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l’invio di soldati è perchè il principale strumento per le garanzie di pace è l’articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l’Ucraina. Poi l’invio dei soldati può essere un’idea, io non contesto chi lo vuole fare, ma non lo considero necessario. Mi pareva che su questo ci fosse la quasi unanimità del Parlamento, ora leggo che qualcuno nel Pd ha cambiato, se così formalizzeranno una proposta in Parlamento”.
Meloni ha poi dichiarato di non condividere il riferimento al veto putiniano di Salvini. “È una lettura che considero un po’ di parte. Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti che si fanno all’interno della maggioranza particolarmente su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filorussi e ucraini, tra filoamericani e non so bene cosa…ho sempre pensato che i fili ce li hanno burattini mentre i politici i fili non li hanno”.
Secondo la premier “Salvini ha fatto una riflessione sui rapporti” della Russia “con l’Italia, come Macron l’ha fatto sull’Europa. In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l’Ue parli con la Russia“. Pur ribadendo la solidità della maggioranza, Meloni ha sottolineato che possono esserci alcune opinioni diverse. Ha comunque detto di non vedere il “rischio di fibrillazioni, il dibattito c’è e ci sarà. Sono fiera dei vicepremier”.
La liberazione dei prigionieri italiani in Venezuela
Parlando della liberazione dei prigionieri italiani in Venezuela, Meloni ha spiegato che “il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni, e come sappiamo non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio”. “È molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei”, ha aggiunto la premier.
“Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela”, ha dichiarato Meloni.
Meloni: “Spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine”
Affrontando la questione sicurezza, Meloni ha dichiarato che il governo sta lavorando duramente sul tema anche se “chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Ha aggiunto che i risultati ottenuti finora non sono sufficienti e che nel corso del 2026 sarà necessario “cambiare passo” e fare ancora di più.
“Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno” ha detto la premier citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni. Ha poi sottolineato che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento“.
Referendum e riforma della legge elettorale
Durante la conferenza stampa c’è stato anche spazio per rispondere a una domanda sulla data del referendum sulla giustizia. “A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla”, ha spiegato Meloni.
Parlando invece della riforma della legge elettorale, la presidente del Consiglio ha spiegato che “ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento” e “spero in un’interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali” ma “se c’è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza’, ha aggiunto.
Crans-Montana, Meloni: “Siamo pronti a fornire assistenza alle famiglie”
In merito alla strage avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, Meloni ha dichiarato che “l’avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole”. Ha poi sottolineato che quanto è avvenuto non è una disgrazia: ci sono delle responsabilità che “devono essere individuate e perseguite”.
Nel futuro di Meloni c’è il Quirinale?
Rispondendo a una domanda sul suo eventuale futuro al Colle, Meloni ha spiegato di essere soddisfatta del suo ruolo attuale. “Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo. Se lo farò ancora” nella prossima legislatura “dipenderà dal voto degli italiani”.
La premier ha aggiunto di non ambire a “salire di livello, mi faccio bastare il mio”. Non è mancata neppure una battuta: “Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento”, cosa che “io vorrei fare”.
Meloni ha ribadito che i suoi rapporti con il Quirinale e, in particolare, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono ottimi. “Cerchiamo sempre soluzioni e le abbiamo sempre trovate”.
La posizione della premier sul suicidio assistito
Meloni ha risposto anche a una domanda sul suicidio assistito. “Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari”, ha spiegato la premier.






