Tokyo, 17 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la sua recente missione in Giappone, ha espresso una posizione prudente ma aperta riguardo a un possibile impegno italiano in Groenlandia, chiarendo che tale partecipazione dovrebbe avvenire esclusivamente all’interno di una missione multilaterale guidata dall’Alleanza Atlantica. In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche nell’Artico dunque, la presenza italiana nell’area artica è al centro di un dibattito strategico che coinvolge anche la NATO e gli alleati europei.
Meloni e il ruolo emergente dell’Italia e la strategia europea in Groenlandia
L’esercitazione militare “Arctic Endurance”, che vede finora la presenza francese limitata a una quindicina di uomini in Groenlandia, ha acceso il dibattito sulla necessità di una presenza europea più robusta in questo territorio strategico controllato dalla Danimarca. Tale iniziativa ha anche lo scopo di contrastare le minacce di un possibile intervento degli Stati Uniti, in particolare sotto la pressione politica del presidente Donald Trump, il cui interesse per la regione resta motivo di preoccupazione per gli alleati.
Meloni ha sottolineato che la Groenlandia rientra nell’ambito di responsabilità della NATO e che il rafforzamento della sicurezza nell’Artico deve essere discusso esclusivamente nell’ambito dell’Alleanza Atlantica, evitando divisioni e azioni unilaterali. “Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio – ha detto la premier – che però deve rimanere nel contesto di dialogo e cooperazione tra i membri della NATO. È necessario evitare che gli occidentali si muovano in ordine sparso”.
Il messaggio è chiaro: l’Italia è pronta a farsi carico di responsabilità strategiche nel teatro artico, ma sempre nel rispetto della coesione alleata e con il coordinamento degli USA, evitando contrapposizioni e mantenendo aperta la via diplomatica.

La posizione italiana sul conflitto in Medio Oriente e le sfide interne
Nel corso della stessa intervista, Giorgia Meloni ha ribadito la disponibilità italiana a svolgere un ruolo di rilievo nel neonato “board” esecutivo per la gestione della crisi di Gaza, istituito dall’amministrazione Trump, pur precisando che manca ancora la definizione del livello politico. La premier ha confermato che Roma ha manifestato la sua disponibilità a un coinvolgimento significativo, in linea con la tradizionale politica estera italiana di equilibrio e responsabilità.
Sull’ipotesi di un possibile attacco americano all’Iran, Meloni ha adottato una linea di cautela, sottolineando l’importanza della de-escalation e del ritorno al negoziato, in sintonia con la posizione europea. Ha inoltre espresso solidarietà al popolo iraniano e condanna per la repressione delle manifestazioni per i diritti civili, chiedendo garanzie per la sicurezza dei cittadini che intendono manifestare pacificamente.
Sul fronte interno, riguardo alle dimissioni del collegio del Garante per la privacy, Meloni ha preferito non esporsi, rimandando la questione alla magistratura, a cui ha dichiarato di affidarsi.






