Roma, 3 aprile 2026 – Un blitz diplomatico della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è svolto in questi giorni nel Golfo Persico, con l’obiettivo principale di rafforzare la sicurezza energetica italiana. Atterrata a Gedda, in Arabia Saudita, la premier ha in programma incontri con i principali leader della regione, estendendo la visita anche a Emirati Arabi Uniti e Qatar. Questa missione rappresenta la prima visita di un leader occidentale nell’area dopo l’escalation del conflitto in Iran, sottolineando l’importanza strategica del Golfo, fulcro mondiale della produzione petrolifera.
La missione nel Golfo di Giorgia Meloni per la sicurezza energetica italiana
Nei prossimi due giorni, Meloni si confronterà con le autorità locali per consolidare relazioni e accordi volti a garantire un approvvigionamento energetico stabile. La visita, definita a sorpresa, è letta come una risposta diretta alle tensioni internazionali che influenzano i mercati energetici globali e l’economia italiana. La premier ha sottolineato sui social la complessità dello scenario attuale e l’impegno del governo a proteggere famiglie, imprese e lavoro, monitorando costantemente l’evoluzione delle dinamiche internazionali.
Parallelamente, il governo ha annunciato un nuovo decreto che proroga la riduzione delle accise sui carburanti, con misure mirate a sostenere agricoltori e imprese esportatrici, in un momento segnato da costi energetici elevati e instabilità economica.
Le critiche di Europa Verde sulla strategia energetica del governo
Duro il commento di Angelo Bonelli, deputato e co-portavoce di Europa Verde, che ha definito la politica energetica del governo Meloni “senza strategia” e responsabile di portare l’Italia “allo sbando e alla recessione economica”. Bonelli ha criticato la proroga del taglio delle accise come un intervento tampone da 500 milioni di euro, finanziato in parte dall’aumento dell’IVA e da risorse destinate alla transizione energetica. Secondo l’esponente ecologista, invece di tassare gli extraprofitti delle società energetiche, l’esecutivo fa pagare la crisi a famiglie e imprese, mantenendo una dipendenza dal gas e bloccando lo sviluppo delle rinnovabili. Bonelli ha inoltre evidenziato l’errore di prolungare l’uso del carbone fino al 2038, scelta definita “folle” e contraria alla riduzione delle bollette.
La visita di Meloni nel Golfo evidenzia dunque l’urgenza di una politica energetica capace di coniugare sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità, in un quadro internazionale ancora incerto e complesso.






