Roma, 21 gennaio 2026 – La premier Giorgia Meloni è tornata a esprimere preoccupazione per il clima di tensione che si sta registrando tra Stati Uniti ed Europa, sottolineando l’importanza di evitare una divaricazione tra i due alleati storici. Nel corso della puntata speciale per i 30 anni della trasmissione Porta a Porta, in onda su Rai1, Meloni ha evidenziato la necessità di ripristinare un dialogo efficace e di affrontare con pragmatismo alcune questioni strategiche complesse, a partire dalla gestione della Groenlandia e dalla cooperazione multilaterale per la pace in Medio Oriente.

La comunicazione tra Europa e Usa da ricostruire
Giorgia Meloni ha definito una delle radici delle attuali tensioni transatlantiche un’assenza di comunicazione, che rischia di far degenerare anche questioni apparentemente tecniche in veri e propri attriti diplomatici. Un esempio emblematico riguarda la recente decisione di alcuni Paesi europei di inviare truppe in Groenlandia per operazioni di addestramento militare. L’Amministrazione americana ha interpretato tale iniziativa come un gesto ostile, mentre per Meloni si tratta di un tentativo di rispondere a esigenze condivise, comprese quelle degli Stati Uniti.
La presidente del Consiglio ha raccontato di aver personalmente contattato il presidente Donald Trump per chiarire le incomprensioni e per sollecitare un approccio che eviti escalation, in particolare per quanto riguarda la minaccia di dazi contro le nazioni coinvolte. Meloni ha ribadito che una divaricazione tra Europa e Stati Uniti non conviene a nessuno, e soprattutto non all’Italia, che mira a mantenere un rapporto saldo con Washington.
La Groenlandia e la sicurezza nell’ambito Nato
Nel corso dell’intervista, Meloni ha sottolineato che la questione della Groenlandia va affrontata nell’ambito della Nato, considerandola un territorio sotto la responsabilità dell’Alleanza Atlantica. Il suo ruolo strategico è cruciale, soprattutto in un contesto di mutamenti climatici che rendono l’Artico e i territori circostanti sempre più rilevanti non solo per la geopolitica ma anche per le risorse naturali, in particolare materie prime di grande valore.
Gli Stati Uniti hanno posto l’accento sulla sicurezza in questa area, tema riconosciuto da Meloni come reale e legittimo. L’Italia, ha aggiunto, condivide l’interesse a garantire una presenza adeguata e un controllo efficace per contrastare le ambizioni di altre potenze straniere sulla regione.
Riguardo alle dichiarazioni di Trump, che ha escluso l’opzione militare in Groenlandia, Meloni si è detta soddisfatta della chiarezza espressa dal presidente degli Stati Uniti, ribadendo che l’invasione militare non è un’ipotesi realistica. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di trovare soluzioni condivise per risolvere le questioni aperte.
Posizione italiana sul Board di Pace per Gaza e il multilateralismo
Altro tema centrale affrontato dalla premier riguarda il Board of Peace per Gaza, un organismo multilaterale nato da una risoluzione delle Nazioni Unite. Meloni ha spiegato che l’Italia mantiene una posizione di apertura e interesse verso questo organismo, riconoscendo l’importanza di partecipare attivamente alla costruzione di un piano di pace per il Medio Oriente e alla prospettiva dei due Stati.
Tuttavia, ha evidenziato alcune criticità di natura costituzionale e regolamentare, in particolare rispetto all’articolo 11 della Costituzione italiana, che disciplina la cessione di sovranità nazionale in condizioni di parità tra Stati. La lettura dello statuto del Board ha fatto emergere alcune incompatibilità che richiedono un approfondimento e un maggiore tempo prima di poter confermare una firma definitiva da parte dell’Italia.
Meloni ha inoltre rilevato che la presenza di Vladimir Putin nel Board è una questione politica delicata, ma ha sottolineato come nel multilateralismo sia normale sedersi al tavolo con interlocutori distanti, anche da un punto di vista ideologico. Ha ricordato che la Russia è membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU e partecipa regolarmente a organismi multilaterali come il G20. Pertanto, la partecipazione di Mosca non rappresenta una novità né una anomalia nel sistema internazionale.
Meloni ha infine respinto l’idea che il Board possa trasformarsi in una sorta di “Onu privata”, ricordando che l’organismo nasce proprio nell’ambito delle Nazioni Unite e ne è uno strumento previsto. Le problematiche riscontrate sono di altra natura e riguardano principalmente aspetti legali e costituzionali.
Contesto e riflessioni sulle relazioni transatlantiche
Le dichiarazioni della premier arrivano in un momento in cui il dialogo tra Europa e Stati Uniti attraversa fasi di tensione, in parte dovute a divergenze sulle politiche commerciali e di sicurezza. La recente esperienza italiana, con il colloquio tra Meloni e Donald Trump, si inscrive in questo quadro complesso. L’Italia cerca di posizionarsi come interlocutore privilegiato tra Washington e Bruxelles, difendendo gli interessi del proprio export e promuovendo il ruolo di mediazione nel continente.
Gli ultimi sviluppi in ambito europeo, come la sospensione temporanea dei dazi tra USA e UE, sono stati accolti con favore dall’Italia, che mira a evitare una guerra commerciale dannosa per tutti. La strategia italiana combina diplomazia attiva e pragmatismo economico, cercando di mantenere un equilibrio tra le alleanze tradizionali e le esigenze di autonomia strategica.
Parallelamente, il governo italiano sta monitorando attentamente le implicazioni geopolitiche di strumenti tecnologici come la rete satellitare Starlink, valutando le opportunità di copertura in aree non raggiunte dalla banda larga senza compromettere la sicurezza nazionale.
In sintesi, la posizione di Giorgia Meloni riflette un approccio che coniuga apertura al dialogo, tutela degli interessi nazionali e consapevolezza delle dinamiche multilaterali in un contesto internazionale sempre più complesso.






