La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto oggi, 9 aprile, la sua informativa sull’azione di governo alla Camera partendo dall’esito del referendum sulla giustizia: “Un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia“. Meloni ha rivendicato la scelta di portare avanti la riforma — “la nostra coscienza è a posto, l’abbiamo fatta” — ma ha raccolto il segnale del voto: “Un sì ti conferma, ma un no ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere. Il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta“. L’appello: “Il cantiere non venga abbandonato, i problemi rimangono. Servono soluzioni concrete, in un clima di collaborazione a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici“.
Governo blindato: “Non scappiamo, niente dimissioni né rimpasto”
La premier ha poi chiuso ogni speculazione sulla tenuta dell’esecutivo. “Niente dimissioni, né rimpasto. Governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare. Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo“. Standing ovation dal gruppo di Fratelli d’Italia al passaggio: “Io non scappo dai problemi, ci metto la faccia“. Meloni ha rivendicato la compattezza della coalizione — “sono orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini” — e difeso i recenti avvicendamenti: “Ho chiesto un passo indietro ad alcuni esponenti che pure avevano lavorato bene. Abbiamo anteposto l’interesse della nazione a quello del partito“.
La stoccata alle opposizioni: “Non potete cavarvela dicendo che è tutta colpa mia”
Duro l’attacco al centrosinistra, accusato di una posizione contraddittoria: “Definisce questo governo un pericolo per l’umanità ma non ne invoca le dimissioni. Una posizione bizzarra di chi ostenta una sicurezza che non ha“. E ancora: “Lo scenario internazionale non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del costo mondiale del petrolio“. Secca la replica a Schlein sulla precarietà: “Una menzogna verificabile. Quando si mente è perché si ha paura. Il lavoro stabile è aumentato, non lo dico io ma l’Istat“. Meloni ha comunque aperto al dialogo: “Sarò felice di ascoltare le proposte anche delle opposizioni. Ogni buona idea sarà vagliata senza pregiudizi. Se invece vorranno usare il tempo per inveire contro chi governa durante la tempesta, ce ne faremo una ragione“.
“Testardamente occidentali”: la posizione su Trump, Iran e Hormuz
Sul posizionamento internazionale, Meloni ha preso in prestito un’espressione della leader Pd: “Siamo testardamente unitari. Testardamente occidentali, perché solo se l’Occidente è unito può dire la propria sul palcoscenico del mondo“. E ha precisato: “La collocazione dell’Italia è la stessa da 80 anni. Lo dico per rispondere prima che vada in scena il solito ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente Trump“. Sul conflitto in Iran, la premier ha rivendicato la non partecipazione italiana e citato la vicenda di Sigonella come prova di lealtà ai trattati, lanciando poi una domanda polemica: “Quando si dice stare con l’Europa, si intende davvero l’Europa o la sinistra europea, anche quando questo significa dividerla?“.
Il passaggio più rilevante sul fronte economico ha riguardato lo stretto di Hormuz, definito “uno dei punti più critici“: “Se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti, le conseguenze economiche sarebbero imponderabili“. Meloni ha poi aperto a uno scenario inedito: “Se ci sarà una recrudescenza del conflitto, dovremo porci il tema di una risposta europea non dissimile da quella della pandemia. Non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità: non una deroga per singolo Stato, ma un provvedimento generalizzato“.
Piano casa, sicurezza e anti-speculazione: le misure annunciate
Sul versante interno, gli annunci principali. In vista del 1° maggio il Consiglio dei ministri approverà il Piano casa: “Un piano robusto, strutturale, con l’obiettivo di rendere disponibili oltre 100mila alloggi tra case popolari e a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni“. Sul fronte sicurezza, Meloni ha annunciato l’introduzione della figura dell’ausiliario di carabinieri e polizia, “con l’assunzione di 10mila unità di volontari in ferma prefissata per attività di controllo del territorio“.
Confermato il taglio di 25 centesimi al litro sui carburanti, prorogato fino al 1° maggio, con l’avvertimento: “L’Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire comportamenti speculativi, compresi ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche“. Sul fisco, rivendicati “oltre 300 miliardi raccolti in tre anni” dalla lotta all’evasione e annunciato l’arrivo del codice tributario.
Antimafia: “Si indaghi sulle infiltrazioni nei partiti, compreso Fratelli d’Italia”
Passaggio a sorpresa sulla criminalità organizzata, con la premier che ha sfidato l’Antimafia: “Chiedo alla commissione parlamentare di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI“. Meloni ha respinto “i surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata“, rivendicando: “Combatto la mafia fin da ragazzina e continuerò a farlo fino all’ultimo respiro. Non accettiamo lezioni da chi i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid“.
Banchi del governo al completo per l’informativa, con i vicepremier Salvini e Tajani e l’intero esecutivo. Tra i banchi dell’opposizione Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. La premier è attesa al Senato alle 13.






