Bruxelles, 18 febbraio 2026 – La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni si trova al centro di un momento politico cruciale con l’avvicinarsi del referendum sulla riforma della giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo. Secondo un’analisi di Politico.eu, la leader di Fratelli d’Italia è attualmente vista come una forza politica pressoché inarrestabile sia a Roma che a Bruxelles, a capo del governo più stabile che l’Italia abbia registrato negli ultimi anni. Tuttavia, il referendum rappresenta una scommessa ad alto rischio che potrebbe mettere in discussione la sua immagine di invincibilità.
Il referendum sulla riforma della giustizia: una posta altissima
Il quesito referendario riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la riorganizzazione degli organi di autogoverno della magistratura. Il governo sostiene che la riforma porterà a una giustizia più efficiente, moderna e meno politicizzata, ma l’opposizione e una parte della magistratura temono che essa possa indebolire l’indipendenza dei pubblici ministeri, aumentando il controllo politico sul sistema giudiziario. Questo scontro si inserisce in una lunga tensione storica tra politica e magistratura, che risale agli anni di Mani Pulite e ai conflitti con l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Politico.eu mette in guardia sul fatto che i referendum in Italia spesso si trasformano in veri e propri voti di fiducia nei confronti del governo in carica. Ricorda il caso di Matteo Renzi, che fu costretto a dimettersi dopo la sconfitta del referendum costituzionale nel 2016. Anche Meloni ha cercato di minimizzare le conseguenze di un’eventuale sconfitta, dichiarando che non si dimetterebbe, ma inevitabilmente dovrà assumersi la responsabilità del risultato.
Incognita sull’esito e rischi politici
Gli analisti e i sondaggi citati da Politico.eu indicano un esito incerto. La strategia di Meloni potrebbe essere quella di politicizzare il voto, trasformandolo in un plebiscito sulla sua leadership, ma questa mossa comporta rischi significativi. Se dovesse perdere il referendum, la sua immagine di leader forte ed efficace ne risulterebbe compromessa, alterando profondamente anche il clima politico nazionale.
La posta in gioco è dunque elevata: una vittoria consoliderebbe ulteriormente la presa di Meloni sul potere e rafforzerebbe la sua aura di invulnerabilità politica, mentre una sconfitta potrebbe segnare una svolta nel panorama politico italiano, mettendo in discussione la stabilità del governo e la leadership della presidente del Consiglio.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Referendum sulla giustizia: testa a testa negli ultimi sondaggi






