Roma, 16 marzo 2026 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso oggi preoccupazione e solidarietà nei confronti della Polizia Penitenziaria, sottolineando le difficoltà che il corpo affronta quotidianamente all’interno degli istituti di pena italiani. Nel corso di un incontro al Quirinale con il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 209° anniversario della costituzione della Polizia Penitenziaria, il Capo dello Stato ha affrontato temi cruciali legati alla gestione del sistema carcerario, dal sovraffollamento alle carenze di personale, fino alla piaga dei suicidi tra i detenuti.
Sovraffollamento e carenza di personale: sfide per la Polizia Penitenziaria
“La polizia penitenziaria è chiamata a svolgere compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di grande difficoltà, talvolta in difficoltà insostenibili per le condizioni di sovraffollamento, per le condizioni strutturali degli edifici penitenziari non essendo adeguati al compito a cui sono chiamati”, ha dichiarato il presidente Mattarella, evidenziando come le strutture carcerarie mostrino ancora gravi limiti che compromettono l’efficacia del lavoro svolto dagli agenti.
A ciò si aggiunge una significativa carenza di personale, non solo numerica ma anche in termini di professionalità essenziali, come quelle sanitarie e di formazione, indispensabili per un sistema penitenziario che dovrebbe avere come obiettivo primario il recupero e il reinserimento sociale dei detenuti. Il presidente ha sottolineato che questa situazione richiede un impegno straordinario da parte degli operatori penitenziari, definendolo un “sovrappiù di impegno” necessario per fronteggiare le criticità.
Mattarella: “Suicidi in carcere: una sconfitta dello Stato”
Tra le problematiche più gravi emerse nel discorso di Mattarella vi è la persistente piaga dei suicidi nei penitenziari italiani, che rappresenta una “sconfitta dello Stato”. Il presidente ha infatti affermato: “Vi sono tanti problemi, il primo dei quali è la piaga dei suicidi che non si attenua: ciascuno di questi casi è una sconfitta dello Stato a cui sono affidate le vite dei detenuti.”
Il dato, purtroppo, trova riscontro nell’attualità: da gennaio a luglio 2026 sono stati registrati 46 suicidi tra i detenuti, un numero che ha suscitato dibattiti e reazioni nel mondo politico e nell’opinione pubblica. Nonostante il Ministro della Giustizia Nordio abbia dichiarato che si tratta di un dato “sotto la media”, la questione resta centrale nel dibattito sul sistema penitenziario italiano e sulla necessità di interventi più incisivi per garantire la sicurezza e il benessere psicofisico delle persone ristrette.
Il reinserimento sociale: un obbligo costituzionale e un investimento per la sicurezza
Un altro punto toccato dal presidente Mattarella riguarda la finalità costituzionale del sistema penitenziario, ovvero il reinserimento e il recupero dei detenuti. Il Capo dello Stato ha ricordato che questa è una scelta di civiltà e un investimento per la sicurezza della collettività, poiché un efficace recupero riduce drasticamente i rischi di recidiva.
“Vi è un’esigenza che va sviluppata sempre di più quella della finalità di reinserimento e di recupero dei detenuti. Vale per tutti, particolarmente per i più giovani. È un obbligo costituzionale ma è anche una scelta di civiltà ed anche un investimento per la sicurezza della cittadinanza”, ha detto Mattarella, ribadendo come lo Stato abbia l’obbligo di coltivare questo obiettivo.






