Roma, 12 marzo 2026 – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha denunciato a Sky Tg24 un clima di ostracismo all’interno della magistratura nei confronti dei magistrati che esprimono pubblicamente il loro voto a favore del “Sì” nel prossimo referendum sulla riforma della giustizia. Secondo Mantovano, si tratta di una divisione interna profonda che rischia di compromettere il clima di collaborazione all’interno degli stessi collegi giudicanti.
Mantovano parla di ostracismo nella magistratura
Mantovano ha sottolineato che centinaia di magistrati sostengono il “Sì” e decine lo fanno pubblicamente, ma subiscono una marginalizzazione da parte dei colleghi contrari alla riforma. “Queste sono ferite che andranno ricucite il prima possibile”, ha affermato, evidenziando la difficoltà di convivere professionalmente in collegi giudicanti dove si confronteranno opinioni opposte. Il sottosegretario ha espresso preoccupazione per possibili tensioni nella fase decisionale in camera di consiglio, auspicando un clima di rispetto e collaborazione.
Sempre a Sky Tg24, Mantovano ha parlato anche delle ripercussioni politiche del voto referendario, dichiarando di temere una “resa dei conti” all’interno della sinistra italiana. Ha osservato che una parte autorevole della sinistra sostiene la riforma, ma che la contrapposizione e il rinnegamento del proprio passato potrebbero generare instabilità interna.
Critiche a Gratteri e dubbi sulle sentenze fotocopia
Sul fronte delle polemiche giudiziarie, Mantovano ha risposto anche alle dichiarazioni del Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, definendo le sue espressioni “minacciose” nei confronti di un giornalista. Ha precisato che, trattandosi di un procuratore della Repubblica, non si tratta di semplici opinioni ma di affermazioni con un “velo neanche tanto sottile di minaccia”.
Infine, Mantovano ha sollevato dubbi riguardo alla gestione dei casi di immigrazione da parte della magistratura, evidenziando come la resistenza organizzata alla legge del governo e la diffusione di sentenze “fotocopia” lascino intuire un possibile pregiudizio o un malfunzionamento del sistema giudiziario. Questo scenario, secondo il sottosegretario, richiede attenzione e riflessione per garantire la corretta applicazione delle norme.
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