Caracas, 15 gennaio 2026 – Luigi Gasperin è stato liberato e si trova ora presso la sede dell’ambasciata italiana a Caracas, così ha annunciato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani tramite un post sul social network X. La scarcerazione dell’imprenditore italiano, detenuto in Venezuela, segue l’ordine di rilascio ottenuto nei giorni scorsi dalle autorità venezuelane.
Tajani, e il contesto della liberazione dei prigionieri stranieri in Venezuela
La liberazione di Luigi Gasperin si inserisce in un più ampio quadro di rilasci di prigionieri politici effettuati dal nuovo governo venezuelano. Tra i liberati figurano anche Biagio Pilieri, politico e giornalista italo-venezuelano, e l’imprenditore torinese Mario Burlò, ancora in attesa di scarcerazione. Restano invece in attesa di liberazione altri cittadini italiani come il cooperante Alberto Trentini e altri 25 detenuti italiani ancora in carcerazione.
La Farnesina ha confermato che Luigi Gasperin, l’imprenditore italiano detenuto in Venezuela, è stato liberato. In una nota ufficiale si precisa che Gasperin “è provato ma in condizioni stabili”. L’uomo, originario di Avellino e coinvolto in un arresto avvenuto nell’agosto 2025 con accuse considerate pretestuose dall’Italia, ha espresso l’intenzione di rimanere in Venezuela e tornare nella città di Maturín, nello Stato di Monágas, dove si trova la sua azienda.
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, il ministro Tajani è in stretto contatto con l’ambasciatore italiano a Caracas, la rete consolare e rappresentanti della società civile e della Chiesa per accelerare la liberazione di tutti i cittadini italiani detenuti in Venezuela. Vengono inoltre portate avanti azioni diplomatiche per garantire una soluzione favorevole a ogni singolo caso.
#Venezuela Anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a #Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere. pic.twitter.com/GQMljfWj53
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 15, 2026
Mediazioni internazionali e prospettive
La scarcerazione dei prigionieri stranieri, tra cui numerosi italiani, è stata possibile grazie anche a mediazioni internazionali, con il ruolo chiave svolto dal Qatar, e il sostegno di figure politiche come l’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. La decisione di liberare un “numero significativo” di detenuti, come annunciato dal presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana Jorge Rodríguez, rappresenta un gesto unilaterale volto a favorire la convivenza pacifica nel paese.
La liberazione di Gasperin e degli altri italiani è uno sviluppo importante nella complessa situazione dei prigionieri politici in Venezuela, stimati in circa 900 secondo l’organizzazione Foro Penal, che monitora le detenzioni arbitrarie nel Paese. Antonio Tajani, che ricopre la carica di ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio nel governo Meloni, continua a seguire con attenzione e impegno la vicenda, impegnandosi per la tutela dei cittadini italiani all’estero.
Il contesto e le difficoltà diplomatiche
La situazione dei detenuti italiani in Venezuela è complessa, aggravata dalla doppia cittadinanza di molti di loro che complica l’azione consolare italiana. I casi più critici riguardano persone come Trentini, ristretto da oltre 400 giorni nel carcere di El Rodeo I, e altri prigionieri politici trattenuti con accuse spesso vaghe, legate alla loro opposizione al regime di Nicolás Maduro.
La liberazione di Gasperin e Pilieri rappresenta un primo passo importante nella lunga battaglia diplomatica condotta dall’Italia, mentre la Farnesina continua a sollecitare il governo venezuelano e a mantenere alta l’attenzione internazionale per ottenere la scarcerazione di tutti gli italiani detenuti nel paese sudamericano.






