Roma, 10 gennaio 2026 – Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, in un’intervista al Corriere della Sera, ha commentato in questo modo la ratifica dell’accordo Ue-Mercosur: “È stata condotta una lunga trattativa e possiamo dire che l’accordo non è più quello di un anno fa grazie a un grande lavoro di squadra con la premier Giorgia Meloni, il vicepremier Antonio Tajani e la nostra diplomazia”.
Lollobrigida, regole di reciprocità e tutela degli agricoltori italiani
Lollobrigida ha sottolineato di aver avanzato richieste precise per garantire che i prodotti importati in Europa rispettino criteri stringenti, in linea con quelli applicati agli agricoltori europei: “I prodotti in arrivo in Europa non possono, per esempio, contenere residui di sostanze vietate per gli agricoltori europei. L’Unione Europea sta lavorando in questa direzione e noi vigileremo”.
Il ministro ha rimarcato che alla base della competitività delle imprese italiane devono esserci regole uguali per tutti, evidenziando la necessità di tutelare i settori agricoli a rischio, in particolare quelli che operano con standard produttivi più rigidi rispetto ai partner commerciali.

Investimenti e meccanismi di salvaguardia
Per sostenere il settore agricolo nazionale, Lollobrigida ha annunciato di aver ottenuto un incremento delle risorse destinate alla Politica agricola comune (PAC), con un aumento di 10 miliardi di euro. Inoltre, sono stati concordati strumenti internazionali di tutela per le categorie più vulnerabili, tra cui un fondo da 6,3 miliardi a sostegno degli agricoltori italiani. Tra le misure più rilevanti, figura l’azzeramento dei dazi per i fertilizzanti e la riduzione dal 10 al 5% della soglia del meccanismo di salvaguardia, un dispositivo che protegge il mercato interno da importazioni eccessive. Queste garanzie rispondono al principio di reciprocità, fortemente sollecitato dalle associazioni agricole italiane.
Il ministro ha infine evidenziato come l’accordo, pur con alcune criticità, rappresenti un’opportunità per un paese esportatore come l’Italia, grazie a mercati più aperti ma regolati da norme di equità e tutela.






