Roma, 8 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e figura di spicco nel panorama istituzionale italiano, ha rilasciato un’intervista esclusiva al Tg3 in cui ha affrontato temi cruciali legati alla parità di genere, al ruolo delle donne nel lavoro e nella società, e alle sfide ancora aperte in Italia.
La parità di genere: un traguardo ancora lontano
Laura Mattarella sottolinea con forza che la vera parità sarà raggiunta solo quando le donne ai vertici non saranno più considerate eccezioni, ma persone valutate per il loro curriculum e merito. Nel suo intervento, ha evidenziato come spesso le donne ai vertici istituzionali o professionali vengano celebrate come “prime donne” in ruoli di prestigio – come la prima presidente della Corte Costituzionale, della Cassazione o la prima donna Presidente del Consiglio – ma queste rimangono purtroppo eccezioni. “Abbiamo poche donne ai vertici e sono viste come eccezioni”, ha detto, “ed è giusto celebrare certi traguardi, ma la normalità sarà quando non saranno più eccezioni”.
La figlia del Capo dello Stato ha inoltre rimarcato la necessità di un riequilibrio dei ruoli tra uomo e donna, sia nel lavoro che nella vita domestica. “Non può esserci un modello maschile sul lavoro e uno femminile dentro casa”, ha spiegato, evidenziando che per raggiungere una parità reale serve “un lungo lavoro a livello culturale e sociale” e un impegno educativo rivolto a uomini e donne.
Maternità e lavoro: un ostacolo ancora da superare
Laura Mattarella ha parlato apertamente della maternità come di un freno ancora troppo presente nella carriera lavorativa delle donne italiane. “In Italia la maternità temo sia ancora un ostacolo nel mondo del lavoro”, ha confessato. “Io stessa l’ho vissuta come una sfida difficile da conciliare con gli impegni professionali e istituzionali. Non c’è una soluzione unica, ogni donna deve trovare il proprio equilibrio, ma quasi nessuna delle mie amiche mi ha mai detto di non aver pagato un prezzo sul piano lavorativo a causa della maternità”.
Questa consapevolezza si lega anche al tema della disparità salariale, che secondo Mattarella rimane “un esempio lampante” di quanto ancora manchi nel nostro Paese una vera parità tra i sessi.
Laura Mattarella: l’impegno istituzionale
Laura Mattarella, avvocato amministrativista di formazione, ha scelto di dedicarsi al ruolo istituzionale di rappresentanza accanto a suo padre sin dal 2015, rinunciando temporaneamente alla sua attività professionale. “Da più di dieci anni la mia vita è cambiata per scelta”, ha raccontato. “Ho deciso di non lavorare per seguire mio padre, un impegno che ho affrontato con responsabilità e consapevolezza”.
Nel suo ruolo, che segue la tradizione delle consorti dei Presidenti della Repubblica, ha accompagnato il Presidente in numerose visite ufficiali sia in Italia che all’estero, partecipando a iniziative sociali e culturali di rilievo. Laura Mattarella è stata madrina della nave ammiraglia della Marina Militare italiana “Trieste” e ha presenziato a eventi importanti come l’inaugurazione di Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Un percorso di impegno sociale e culturale
Oltre al suo ruolo istituzionale, Laura Mattarella si distingue per il sostegno a iniziative di promozione sociale e culturale, con particolare attenzione alle tematiche femminili. Ha partecipato attivamente a campagne di sensibilizzazione come “Race for the Cure” per la prevenzione del tumore al seno e a forum internazionali sul ruolo delle donne nella società, come il Women Economic Forum.
Nel suo messaggio, Laura Mattarella invita a riflettere sul contributo che le donne possono dare al progresso sociale, sottolineando come la loro piena partecipazione sia fondamentale per evitare un impoverimento dell’intera società italiana.
Le dichiarazioni di Laura Mattarella, raccolte in un’intervista esclusiva per il Tg3 e trasmesse in prima serata, rappresentano un’importante testimonianza sulla condizione femminile in Italia, evidenziando passi avanti e ostacoli ancora presenti nel cammino verso una reale parità di genere.






