Roma, 9 aprile 2026 – Il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Giuseppe Tango, ha espresso la disponibilità dell’Associazione a collaborare con il governo guidato da Giorgia Meloni per affrontare le criticità del sistema giudiziario italiano, in particolare l’“eccessiva lunghezza dei procedimenti”. La dichiarazione è arrivata in risposta alle recenti affermazioni della premier Meloni in Parlamento.
Il confronto tra ANM e Governo sulla giustizia
Intervistato dall’ANSA, Giuseppe Tango ha sottolineato l’importanza di un confronto costruttivo con il governo sul tema dell’efficienza della giustizia, affermando: «Rispetto ai problemi della giustizia ribadiamo la nostra disponibilità a un confronto nel merito sui temi dell’efficienza, in modo tale da risolvere i problemi reali dei cittadini, primo tra tutti l’eccessiva lunghezza dei procedimenti. Come detto dal primo momento». Il presidente dell’ANM ha poi indicato due emergenze prioritarie su cui intervenire rapidamente: l’ufficio per il processo e il sistema del giudice per le indagini preliminari (GIP) collegiale.
Tango ha evidenziato che, per allinearsi agli standard europei e rendere i processi più efficienti, è necessario rafforzare in modo significativo gli organici: il numero dei giudici dovrebbe almeno raddoppiare rispetto agli attuali livelli, mentre quello dei pubblici ministeri dovrebbe crescere fino a triplicarsi.
Secondo l’Anm, solo attraverso un potenziamento strutturale sarà possibile affrontare davvero il problema della durata eccessiva dei procedimenti. “Il buon funzionamento della giustizia è un obiettivo condiviso”, ha spiegato Tango, rilanciando la disponibilità a collaborare su questo fronte.
Scontro sui migranti, l’Anm: “Basta attacchi ai magistrati”
Tango ha poi ribadito che, nei procedimenti legati all’immigrazione, i giudici si limitano ad applicare la normativa vigente, sia a livello nazionale sia sovranazionale, come già riconosciuto anche dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Tango ha quindi espresso l’auspicio che, dopo il risultato del referendum, si interrompano le polemiche nei confronti della magistratura, sottolineando che i giudici stanno semplicemente svolgendo il proprio compito. Ha ricordato inoltre la netta opposizione dell’Anm alla riforma Nordio, ritenuta critica per l’equilibrio tra i poteri dello Stato e per la tutela dei diritti dei cittadini. “È una posizione che rivendichiamo con convinzione – conclude – ma adesso è il momento di andare oltre e guardare avanti”.
Chi è Giuseppe Tango?
Giuseppe Tango, 43 anni, giudice del lavoro a Palermo ed esponente di Magistratura Indipendente, è stato eletto presidente dell’ANM a marzo 2026, succedendo a Cesare Parodi che si è dimesso per motivi personali. Tango ha sottolineato il ruolo di rappresentanza dell’ANM, che conta il 95% dei magistrati italiani, precisando che l’associazione non intende trasformarsi in un partito politico.
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